Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Il re delle spaccate devasta un ufficio della questura dopo l'arresto e aggredisce i poliziotti

È tornato. E ha scatenato l'inferno. Lazhar Amor Ben Torch, conosciuto per le sue spaccate in città, torna a far parlare di sé

Dopo l’arresto, al momento dell’espulsione, ha distrutto l’ufficio della sezione Volanti della Questura, mandando all’aria tavoli, sedie e apparecchi elettronici. Il re delle spaccate torna a far parlare di sè.

Il fatto

Tavoli e sedie per aria, computer distrutti. Lazhar Amor Ben Torch, 42enne tunisino noto in città per le spaccate ai locali, è stato arrestato nella serata di domenica 12 settembre per detenzione e spaccio di eroina, in via Jappelli, e dato che non era la prima volta il lunedì mattina il prefetto ha emesso un decreto di espulsione. Una volta dentro in questura per la notifica, ha scatenato l’inferno. E quando gli agenti hanno tentato di bloccarlo, si è avventato su di loro con calci e pugni. Uno dei poliziotti ha riportato ferite al volto e la frattura della mano, con prognosi di 21 giorni. La posizione del 42enne si è aggravata: si sono aggiunte le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni gravi e danneggiamento aggravato.

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Il comunicato sindacale

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei sindacati di polizia.

Due giornate da dimenticare per i sindacati di polizia Fsp e Sap che da soli a Padova rappresentano circa l’80 per cento dei Poliziotti quotidianamente impegnati  a garantire la sicurezza dei cittadini. Due giornate di inaudita violenza che ancora una volta si è riversata sugli operatori di polizia che da soli e senza armi si trovano a fronteggiare energumeni privi di scrupoli ed impuniti. Mai come oggi la voce dei due principali sindacati di polizia della provincia si alzano all’unisono per dire basta a questo crescendo di violenza che solo negli ultimi giorni ha visto colleghi ricorrere alle cure mediche per aver riportato fratture e lesioni gravi mentre i loro uffici sono stati devastati dall’ennesimo pluripregiudicato che grazie al solito garantismo continua a girare per le nostre città commettendo ogni sorta di reato. E dell’altro ieri l’arresto di un pericoloso tunisino colto in flagranza di spaccio di stupefacente che dopo essere stato arrestato e scarcerato per evitare di essere accompagnato presso il C.p.r. di Gorizia devastava il giorno dopo alcuni uffici delle volanti ferendo seriamente gli agenti che cercavano di contenere le sue intemperanze. Mentre è di questa mattina (ieri, ndr) l’arresto di un nigeriano che  dopo aver aggredito violentemente gli agenti chiamati in ausilio di un ufficiale giudiziario che doveva eseguire uno sfratto a Stanga  provocava serie lesioni a due agenti, componenti i tre equipaggi, che cercavano inutilmente di contenerlo. «Ma tutto questo si poteva evitare se solo si avesse realmente a cuore l’incolumità e la vita di quei servitori dello stato che da anni chiedono inascoltati di essere dotati di uno strumento che consenta di evitare inutili ed anacronistici corpo a corpo come il Taser - queste le parole di Maurizio Ferrara, segretario regionale vicario di Fsp polizia - Strumento che senza colpo ferire è in grado di neutralizzare il più violento criminale senza conseguenze per i poliziotti che in sua assenza non possono che venir coinvolti in violenti zuffe nel corso delle quali nel migliore dei casi riportano lesioni o peggio vengono indagati per aver fatto solo il loro dovere». «Ci si chiede ancora cosa si aspetta - aggiunge Mirco Pesavento, segretario provinciale generale del Sap, sindacato autonomo di polizia - a fornire i colleghi di idonei strumenti operativi, la misura ormai è colma e siamo stanchi di ripetere che non vogliamo più contare morti e feriti tra i colleghi tra la più generale indifferenza. Quello di cui c’è bisogno in questo momento è l’effettiva certezza della pena poiche purtroppo nel sistema sanzionatorio attuale non è vi è alcuna certezza che venga realmente inflitta la sanzione che la legge prevede per un determinato reato. Purtroppo neppure per il più odioso». L’unica certezza oggi è invece che la pena non è certa concludono i segretari dei due sindacati con buona pace per criminali ed i violenti che possono continuare a imperversare tranquilli nelle nostre città.

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