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Veste i panni dell'investigatore e "stana" i due connazionali che l'avevano rapinato mentre dormiva

Una storia rocambolesca che vede protagonista un 20enne residente nel Padovano che si trovava sul Lago di Garda alla ricerca di un lavoro

Botta e "risposta": i carabinieri del Norm di Peschiera del Garda e della stazione di Bussolengo hanno arrestato R.E., 23 anni, e D.M., 28 anni (entrambi marocchini, pregiudicati e irregolari sul territorio nazionale) per rapina aggravata in concorso ai danni di un connazionale 20enne residente nel Padovano.

La rapina

Tutto ha inizio intorno alle ore 5 del mattino di venerdì 14 agosto: il 20enne sta dormendo in un prato adiacente a un camping abbandonato di Campanello di Castelnuovo del Garda quando si sveglia di soprassalto e scopre i due connazionali - a quanto pare suoi conoscenti - che gli stanno sfilando il portafogli dalla tasca anteriore sinistra dei pantaloni dei jeans che indossava. Decide di reagire, ma paga l'inferiorità numerica e viene preso a calci e pugni dai malfattori, che riescono anche ad asportargli la collana in argento che indossava e anche le scarpe, per poi allontanarsi. La vittima, nonostante lo shock, dopo essersi ripreso li segue a distanza e riesce a vederli mentre si introducono in un bungalow abbandonato nel suddetto campeggio, ma invece di andare a denunciare subito l'accaduto ai carabinieri decide (avendo notato che i due connazionali erano ubriachi) di aspettare qualche ora per poi giocare la carta della diplomazia e provare a parlarci una volta smaltita la sbronza. Con scarsi risultati, visto che viene cacciato in malo modo: a quel punto va dai carabinieri, ai quali racconta la storia specificando che lui si trovava da qualche giorno a Peschiera del Garda poiché stava cercando un posto di lavoro come metalmeccanico.

L'arresto

Raccolta la querela, i militari dell'Arma si recano subito nell'ex camping e dopo accurate ricerche anche tra i rovi della struttura ricettiva dismessa individuano i due responsabili intenti a dormire su brande di fortuna. Condotti in caserma, vengono riconoscuti dal derubato con tanto di recupero di parte della refurtiva: il 28enne, infatti, indossava la collana d'argento "conquistata" la notte precedente.

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