Cronaca Cittadella / Via Facca

Rapine a mano armata, sgominata la banda di trasfertisti. Colpirono anche nell'Alta

Quattro uomini sono stati arrestati e incarcerati mercoledì al termine di una vasta operazione dell'Arma. Almeno sei le rapine contestate. Uno era già in carcere a Padova

Hanno assaltato due profumerie, tre farmacie e un'abitazione privata in meno di due mesi, facendosi consegnare 51mila euro. É l'accusa mossa nei confronti di due fratelli italiani di 50 e 55 anni e di due complici tunisini regolari di 29 e 38.

Gli arresti

Li hanno arrestati mercoledì pomeriggio tra Castel Volturno (dove tutti risultano risiedere e dove è stato individuato uno dei nordafricani), Padova (dove il connazionale era già detenuto) e Romano d'Ezzelino dove i due italiani erano ospiti di un conoscente. A rintracciarli e notificare loro i provvedimenti sono stati i carabinieri del Norm di Sassuolo, su disposizione del tribunale di Modena che indagava sul commando dallo scorso aprile.

Le rapine

Le schiaccianti prove raccolte li inchioderebbero ad almeno sei rapine a mano armata commesse tra aprile e maggio. Il 3 aprile hanno colpito alla profumeria Caddy's di Maranello, per tornare una settimana dopo e, in un solo giorno, rapinare due farmacie e una casa a Vignola. Svaligiate la Nuova Farmacia Vignolese e la Brodano Bavutti i banditi, fingendosi carabinieri, si sono presentati in una villetta del paese dicendo alla proprietaria di star cercando prove per i furti commessi poco prima, strattonandola, chiudendola in una stanza e derubandola. Dopo cinque settimane di quiescenza sono ricomparsi il 17 maggio al Tigotà di Cittadella e il 19 alla farmacia San Faustino di Modena.

La tecnica

Un'escalation con un modus operandi preciso. Come ricostruito dagli inquirenti, il gruppo faceva base nel Casertano ma studiava potenziali obiettivi al Nord, in particolare tra il Modenese e il Padovano. Individuato il bersaglio noleggiavano un'auto, risalivano la Penisola ed entravano con pistole o coltelli in pugno. Si facevano consegnare tutti i contanti disponibili, poi rinchiudevano i presenti in qualche stanza o ripostiglio e scappavano, riparando in Campania. Avrebbero intascato circa 51mila euro, fino a quando uno dei tunisini è finito in carcere a Padova per altri reati. I due italiani si sono invece spostati a Romano d'Ezzelino (Vicenza), mentre a Castel Volturno è rimasto solo il quarto complice fino al giorno del blitz.

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