Rapine a mano armata, sgominata la banda di trasfertisti. Colpirono anche nell'Alta

Quattro uomini sono stati arrestati e incarcerati mercoledì al termine di una vasta operazione dell'Arma. Almeno sei le rapine contestate. Uno era già in carcere a Padova

I carabinieri davanti al Tigotà di via Facca subito dopo la rapina del maggio 2019

Hanno assaltato due profumerie, tre farmacie e un'abitazione privata in meno di due mesi, facendosi consegnare 51mila euro. É l'accusa mossa nei confronti di due fratelli italiani di 50 e 55 anni e di due complici tunisini regolari di 29 e 38.

Gli arresti

Li hanno arrestati mercoledì pomeriggio tra Castel Volturno (dove tutti risultano risiedere e dove è stato individuato uno dei nordafricani), Padova (dove il connazionale era già detenuto) e Romano d'Ezzelino dove i due italiani erano ospiti di un conoscente. A rintracciarli e notificare loro i provvedimenti sono stati i carabinieri del Norm di Sassuolo, su disposizione del tribunale di Modena che indagava sul commando dallo scorso aprile.

Le rapine

Le schiaccianti prove raccolte li inchioderebbero ad almeno sei rapine a mano armata commesse tra aprile e maggio. Il 3 aprile hanno colpito alla profumeria Caddy's di Maranello, per tornare una settimana dopo e, in un solo giorno, rapinare due farmacie e una casa a Vignola. Svaligiate la Nuova Farmacia Vignolese e la Brodano Bavutti i banditi, fingendosi carabinieri, si sono presentati in una villetta del paese dicendo alla proprietaria di star cercando prove per i furti commessi poco prima, strattonandola, chiudendola in una stanza e derubandola. Dopo cinque settimane di quiescenza sono ricomparsi il 17 maggio al Tigotà di Cittadella e il 19 alla farmacia San Faustino di Modena.

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La tecnica

Un'escalation con un modus operandi preciso. Come ricostruito dagli inquirenti, il gruppo faceva base nel Casertano ma studiava potenziali obiettivi al Nord, in particolare tra il Modenese e il Padovano. Individuato il bersaglio noleggiavano un'auto, risalivano la Penisola ed entravano con pistole o coltelli in pugno. Si facevano consegnare tutti i contanti disponibili, poi rinchiudevano i presenti in qualche stanza o ripostiglio e scappavano, riparando in Campania. Avrebbero intascato circa 51mila euro, fino a quando uno dei tunisini è finito in carcere a Padova per altri reati. I due italiani si sono invece spostati a Romano d'Ezzelino (Vicenza), mentre a Castel Volturno è rimasto solo il quarto complice fino al giorno del blitz.

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