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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Piazze / Piazza Camillo Benso Conte di Cavour

Pericoloso criminale picchia e rapina un corriere. Alle spalle anche un tentato omicidio

É finito in manette dopo aver aggredito un inerme lavoratore in pieno centro. In caserma si è scoperta la sua l'infinita serie di precedenti penali, tra cui anche alcuni gravissimi

Tanta brutalità per uno smartphone: al rapinatore, una lunghissima fedina penale macchiata da reati di ogni tipo, è bastato vedere un telefonino nelle mani di un corriere per aggredirlo violentemente. Il tutto nella centralissima piazza Cavour, all'alba di giovedì.

L'aggressione

Erano le 6.20 del mattino, negozi e bar ancora chiusi, qualche passante diretto al lavoro. Nella piazza accanto al Caffè Pedrocchi il dipendente di una ditta che fornisce bibite a un locale della zona stava scaricando la merce da consegnare. Una sbirciata al cellulare prima avviarsi, riponendolo in tasca. Tanto è bastato a un 33enne tunisino per selezionare la sua vittima: lo ha preso alle spalle, spinto e buttato a terra prima di massacrarlo con calci e pugni e sfilargli lo smartphone.

La fuga e l'arresto

Intontito, il 45enne lo ha visto scappare verso via Altinate, come confermato dalla donna che per prima lo ha soccorso e ha chiamato con lui i carabinieri. La pattuglia del Radiomobile ha intercettato il rapinatore mentre aveva ancora il telefonino in mano, ammanettandolo e portandolo in caserma. Qui il confronto diretto con l'aggredito, che lo ha riconosciuto senza ombra di dubbio e ha potuto riavere il mal tolto.

I precedenti: dalla droga allo stupro

Le successive indagini hanno rivelato dei retroscena ben più complessi: il 33enne è un volto noto alle forze dell'ordine per una lunga sfilza di precedenti penali. Difficile anche la sola identificazione: non aveva documenti quindi è stato fotosegnalato e riconosciuto. Impresa non facile anche questa, perchè negli arresti precedenti il tunisino aveva fornito diverse identità false, come ha provato a fare anche in questa occasione. Tanti gli alter ego con cui ha provato a far perdere le sue tracce, ma inutili: si è scoperto essere irregolare e con precedenti condanne per porto d'armi, furto, reati legati alla droga, ma anche resistenza, lesioni personali e addirittura violenza sessuale e tentato omicidio. Trattenuto nelle camere di sicurezza, ha affrontato dopo poche ore il processo per direttissima.

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