Minaccia il medico del SerD per avere il metadone: il pusher torna in manette

Un quarantanovenne nordafricano è stato arrestato con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale al termine di un concitato pomeriggio cominciato al Centro per le dipendenze

La sede del SerD di Padova

Quarantanove anni e una sfilza di denunce e arresti. La maggior parte per reati legati alla droga, di cui Khemais Ben Nefla è sia assuntore che spacciatore. Ad essi ieri si è aggiunta una nuova accusa, che per la seconda volta in sei mesi lo ha portato al fermo.

Le minacce e l'aggressione

Il tunisino è irregolare in Italia e senza fissa dimora, ma da anni bazzica il centro città. La stazione e i giardini dell'Arena in particolare, luoghi dove in più occasioni è stato scoperto mentre portava avanti i suoi affari illeciti. Mercoledì i carabinieri del Nucleo radiomobile lo hanno invece trovato in via dei Colli, nella zona di Brusegana, dove sono intervenuti su richiesta del personale del SerD gestito dalla Ulss 6. Nel pomeriggio lo straniero era arrivato nella struttura per farsi consegnare del metadone. La dose prescritta a suo dire non era però sufficiente, tanto che una volta trovatosi davanti un medico lo ha minacciato per farsene consegnare dell'altro. Sempre più aggressivo, ha costretto a sospendere per qualche minuto le attività del centro in attesa dell'arrivo dei militari. Prelevato e trasferito in caserma ha tentato di aggredire i carabinieri, che lo hanno però calmato e arrestato per resistenza.

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I precedenti

E gli stessi militari del Norm lo avevano ammanettato anche lo scorso 7 marzo, quando Ben Nefla era stato scoperto a rifornire di eroina un cliente padovano vicino alla cappella degli Scrovegni. E pure nel maggio 2017 e nell'aprile dell'anno precedente, sempre per vicende legate allo spaccio.

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