I sospetti dei residenti e il controllo a sorpresa: nel bagagliaio la refurtiva di due colpi

É finito in arresto un 26enne, scoperto mentre viaggiava su un'auto con dei capi di abbigliamento rubati pochi giorni prima. La sua Alfa aveva destato l'attenzione dei cittadini

Un'automobile sospetta che ha preoccupato i residenti, una perquisizione decisiva e i dubbi si trasformano in certezze: dovrà lasciare il Veneto il giovane scoperto con il bottino di due furti nascosto nel bagagliaio.

Residenti insospettiti

A incastrarlo è stato il lungo lavoro d'indagine svolto dai carabinieri della stazione di Lozzo Atestino, della compagnia di Abano Terme. Lavoro partito da una serie di segnalazioni arrivate da alcuni cittadini, tutte per lo stesso motivo: un veicolo sospetto che da giorni si aggirava per le strade secondarie di Lozzo e Vo. Nei paesi piccoli la gente mormora, e gli strani movimenti di quell'auto, mai notata prima, hanno messo in allarme più di una persona. A peggiorare le cose una serie di furti in casa, che ha consentito ai militari di dare la svolta alle indagini.

Il controllo

Una volta individuata l'Alfa Romeo 156, i militari l'hanno sorvegliata per diversi giorni aspettando il momento propizio per entrare in azione. L'occasione si è presentata mercoledì, quando l'uomo alla guida si è fermato a fare rifornimento in un distributore di Vo. Identificato in un 26enne di origine albanese, la vera sorpresa è stata trovata nel porta bagagli. Alcuni capi di abbigliamento, tra cui un cappellino, un giubbotto e due paia di scarpe sportive. Taglie diverse rispetto alla sua, che peraltro non ha saputo spiegare da dove venissero.

Il fermo

Tanto è bastato ai carabinieri per il collegamento decisivo. Pochi giorni prima tra Lozzo e Vo c'erano stati due furti in casa e parte della refurtiva erano proprio scarpe e vestiti. Un breve controllo incrociato ed è arrivata la conferma: erano gli stessi indumenti, poi riconosciuti anche dai legittimi proprietari. Irregolare, nullafacente e senza una dimora fissa, è stato chiaro che il giovane G.E. rischiava di scappare dalla zona alla prima occasione. Per questo, alla luce anche dei suoi precedenti per furto, il 26enne è stato arrestato con l'accusa di ricettazione.

Le indagini

Arresto convalidato dalla procura competente, quella di Rovigo, che gli ha dato l'obbligo di dimora fuori regione. Le indagini però non si fermano e procedono su due fronti: da un lato si vuole appurare se l'albanese sia l'autore dei furti e se possa avere dei complici, dall'altro di indaga anche sull'auto. L'Alfa Romeo non era sua, ma intestata a una persona che risulta proprietaria di molti altri veicoli. Ecco dunque l'ombra di un prestanome, altro elemento su cui bisognerà fare chiarezza.

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