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Spacciatori di "professione", vendevano droga da 2 anni tra Padova e Casalserugo

In manette un tunisino di 28 anni e nei guai un italiano di 55 anni. Spacciavano cocaina, eroina, hashish e marijuana

Nella prima mattinata di lunedì, i Carabinieri della stazione di Casalserugo hanno sgominato un fiorente flusso di sostanze stupefacenti, che veniva smerciato da parte di 2 soggetti pregiudicati. Le indagini sono iniziate lo scorso settembre. Si tratta di veri e propri spacciatori di "professione": i due hanno venduto indisturbati cocaina, eroina, hashish e marijuana nei territori di Padova e Casalserugo tra la fine del 2015 e ottobre 2017. Alle prime luci dell’alba di lunedì, al termine dell’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, le forze dell'ordine hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia emessa dal Gip patavino: è stato arrestato S.N., tunisino 28enne, domiciliato a Casalserugo ed è stato emesso il divieto di dimora nel comune di Padova nei confronti di B.V., italiano 55enne residente nel capoluogo euganeo. Le indagini hanno avuto appunto inizio nel pomeriggio del 18 settembre, quando i militari hanno sorpreso S.N. all’esterno della sua abitazione, malgrado si trovasse in regime di arresti domiciliari, mentre stava confabulando con un giovane in atteggiamento oltremodo sospetto.

LE INDAGINI.

In quell’occasione, il tunisino è stato tratto in arresto nella flagranza del reato di evasione, mentre, durante la successiva perquisizione effettuata presso il suo appartamento, sono stati ritrovati oltre 7.000 euro in contanti e una piccola quantità di hashish. Soldi ingiustificati, visto che in quel periodo il giovane non svolgeva alcuna attività lavorativa lecita. Tesi confermata da diverse indiscrezioni pervenute da vari tossicodipendenti locali, che indicavano nell’indagato e nel suo fantomatico cognato italiano, i riferimenti presso i quali acquistare varie tipologie di droghe. Le cessioni avvenivano soprattutto in prossimità di esercizi pubblici e luoghi di aggregazione giovanile, dove i due spacciatori erano soliti avvicinare gli assuntori proponendo loro l’acquisto delle sostanze.

I GUADAGNI.

Il livello di organizzazione del duo prevedeva inoltre la suddivisione delle piazze di spaccio. Infatti, S.N, da tempo operante nella città di Padova, aveva collocato il correo B.V. nel capoluogo, cedendogli il suo pacchetto di clienti, per poi spostarsi a Casalserugo allo scopo di attivare un ulteriore mercato di droghe. I prezzi che i due applicavano per ogni singola dose di aggiravano tra i 20 e i 50 euro, a seconda della tipologia e del quantitativo di sostanza acquistata. Gli stessi acquirenti hanno confermato di essersi approvvigionati di vari tipi di droghe direttamente dagli indagati, i quali avevano costruito un articolato sistema di spaccio, che prevedeva dapprima l’acquisto delle sostanze su larga scala, che venivano poi immesse nel mercato attraverso la vendita al dettaglio. Durante l’esecuzione del provvedimento restrittivo, a carico di B.V. è stata anche effettuata una perquisizione domiciliare, che ha consentito di ritrovare e sequestrare una dose di eroina e un bilancino di precisione. Al termine dell’attività, S.N. e a B.V. sono stati sottoposti alle indagini per i reati di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti, continuati e in concorso.

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