Rifornivano di droga mezza provincia: in manette i pusher dalle mille cessioni

In poco più di un anno si sono creati una rete di spaccio con decine di clienti di ogni età. Specializzati nella vendita di cocaina, smerciavano anche hashish e marijuana

Dosi a buon mercato, cellulari e auto cambiati continuamente, appuntamenti in luoghi isolati. Così Fatah El Farasy e Jalal Kbadi si sono inseriti nel mondo dello spaccio della Bassa Padovana, succedendo a predecessori illustri come due italiani arrestati lo scorso inverno.

Gli arresti

L'arresto della coppia di marocchini è scattato martedì pomeriggio quando i carabinieri di Agna li hanno rintraccianti presentandogli l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip. Un provvedimento arrivato al termine di una capillare indagine, che tra fine 2017 e inizio 2019 ha documentato quasi novecento cessioni di droga a centinaia di clienti e che ha portato al penitenziario di Rovigo i due indagati.

I clienti

Proprio le testimonianze di numerosi acquirenti, interrogati dagli inquirenti, hanno permesso di stringere il cerchio attorno a El Farasy e Kbadi. Monselice, Tribano, San Pietro Viminario, Bagnoli, Pozzonovo, Pernumia, Agna, Conselve. Oltre a Solesino e Anguillara, dove risiedono i due stranieri. Questo il loro territorio di spaccio, dove smerciavano cocaina senza disdegnare marijuana e hashish. A procurarsi le dosi visti i prezzi concorrenziali (10 euro per le droghe "leggere", 50 per la coca), erano uomini e donne di ogni età, professione e ceto sociale. Per non farsi scoprire ricevevano le "ordinazioni" al telefono, cambiando spesso numero, e consegnavano la droga incontrando i clienti in zone isolate.

Il carcere

Fatah El Farasy, 33enne di Solesino, e il 31enne Jalal Kbadi di Anguillara, accusati di spaccio, sono ora nel carcere di Rovigo. La coppia ha simbolizamente raccolto l'eredità di altri due spacciatori di peso nella zona della Bassa. A dicembre era stato arrestato il 51enne Luca Banzato, seguito due mesi dopo dal 34enne Fusto Sandano.

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