Da aspirante medico a spacciatore: guadagni stellari, nascondeva la droga dalla baby sitter

Sembra la trama di un film l'operazione scattata ieri a opera della guardia di finanza padovana che ha portato all'arresto di due uomini e alla denuncia di una donna nell'ambito della lotta allo spaccio di stupefacenti tra il Veneto e la Lombardia

Le serre riscaldate con le piantine di canapa e parte dei contanti sequestrati

C'è il piccolo boss autodidatta, all'apparenza studente di medicina e ospite di uno studentato per orfani, produttore e spacciatore di droga nella realtà. C'è il suo coltivatore di fiducia, ufficialmente residente in Messico ma di fatto giardiniere sui generis nel padovano. C'è la vecchia tata, ormai anziana, tanto affezionata al giovane trafficante da accettare di custodire per lui le scorte di droga.

Da studente a spacciatore

I militari della guardia di finanza hanno arrestato un giovane milanese e un uomo padovano oltre a denunciare una sessantenne bresciana. Sono tutti implicati in un traffico di marijuana e hashish sventato lunedì grazie a un ciclo di perquisizioni che ha permesso di recuperare quasi nove chili di droga e decine di migliaia di euro in contanti. Fulcro del giro di spaccio era Padova, dove il venticinquenne Alessandro Dehò, nato a Milano e residente a Desenzano del Garda, vive ospite dello studentato Onaosi e studia medicina all'università. Ma dietro questa facciata nascondeva fino a ieri un profilo da autentico trafficante che lo ha portato in carcere a Rovigo. Aveva deciso di investire nel narcotraffico puntando sulla piazza padovana: qui, in strada, lo hanno visto spacciare numerose volte a giovani e coetanei e tenendolo sotto osservazione sono scattate le indagini.

Le serre per la produzione

Risalendo la filiera di approvvigionamento di Dehò gli inquirenti hanno scoperto che si riforniva a Due Carrare tramite il quarantunenne Federico Candotti, residente a Playa del Carmen ma di fatto nullafacente e rientrato in Italia da almeno due anni. Nella sua abitazione aveva allestito una vera e propria coltivazione all'ingrosso di piante di canapa indiana da cui ricavava lo stupefacente che cedeva al milanese.

Le perquisizioni

Raccolte le prove sufficienti, i militari hanno ottenuto dalla procura l'autorizzazione a perquisire, con i cani antidroga, la stanza dello studentato occupata da Dehò, l'abitazione di Candotti, oltre ad altri stabili di Sirmione, Desenzano e Milano. Nella camera dell'Onaosi in via Bergamo il venticinquenne nascondeva 2,2 chili di droga tra marijuana e hashish, duemila euro in contanti e gli strumenti per pesare e dividere la sostanza in dosi. A Due Carrare c'erano invece quattro box con 71 piante di canapa, autentiche serre con tutto l'occorrente per la coltivazione (ventilatori, umidificatori, irrigatori, lampade riscaldanti). Mentre i due venivano arrestati e portati nei penitenziari di Padova e Rovigo, in una casa di Sirmione sono stati sequestrati altri sei chili di droga. A custodirli era la sessantenne che in passato aveva fatto da baby sitter a Dehò. Gli era rimasta affezionatissima e aveva accettato di fargli da deposito rimediando una denuncia. A Milano, in un'altro immobile appartenente alla famiglia del ragazzo, c'erano anche quarantamila euro in contanti.

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I risultati

In totale l'operazione ha portato al sequestro di 8,5 chili di droga che immessa sul mercato al dettaglio avrebbe fruttato circa centomila euro, oltre a poco meno di cinquantamila euro in contanti. I due arrestati restano a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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