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Cronaca

Contrasto al traffico e spaccio di stupefacenti: tre arresti e una denuncia

Il personale della squadra mobile della polizia di Padova ha catturato e condotto in carcere tre soggetti, tutti pregiudicati per spaccio di sostanze stupefacenti

Nel corso dei servizi di repressione dei reati, il personale della squadra mobile della polizia ha catturato e condotto in carcere tre soggetti, tutti pregiudicati per spaccio di sostanze stupefacenti. In manette per detenzione di cocaina è stato Mustapha Arakat, 44 anni tunisino, pregiudicato irregolare sul territorio nazionale.

L'arresto

Nei giorni scorsi i poliziotti avevano osservato l’uomo (“noto” per precedenti attività d'indagine sullo spaccio) addentrarsi a bordo della propria bicicletta nell’area boschiva di Corso Irlanda. Insospettiti da tale condotta giovedì mattina, dopo aver individuato la zona all’interno del bosco, meta degli “strani” passaggi del soggetto, gli agenti si sono appostati “in attesa” dell’arrivo del pusher. Dopo diverse ore di osservazione, nel primo pomeriggio hanno finalmente notato sopraggiungere Arakat, che dopo aver lasciato la bicicletta nei pressi di un vicino fossato si è addentrato nel bosco iniziando a scavare la terra a mani nude. A questo punto è scattato il blitz degli agenti che hanno recuperato circa 90 grammi di cocaina nascosti sotto diversi centimetri di terra all’interno di tre involucri in nylon. 

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Catture

Un altro equipaggio della Squadra Mobile ha poi denunciato il 19enne tunisino H.C., controllato in via Bajardi e trovato con alcune dosi di cocaina. L’atteggiamento dello straniero, visto nei pressi di un ristorante rivolgere continuamente lo sguardo in direzione degli occupanti delle auto in sosta e di alcuni pedoni, ha fatto insospettire i poliziotti, che intervenuti e sottoposto a controllo il soggetto – che mostrava difficoltà nel parlare – lo hanno sorpreso con due dosi di stupefacente occultate all’interno della bocca (oltre che con diverse banconote accartocciate per un totale di 55 euro). Sempre gli agenti hanno poi catturato il pakistano Noor Khan Dowodzan, soggetto partecipe di un’associazione a delinquere dal carattere transnazionale dedita all’importazione e distribuzione di eroina e destinatario nel dicembre 2019 di una misura cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Roma. Il gruppo criminale – individuato nel corso di un’indagine condotta fra il 2016 ed il 2017 – era dotato di notevoli risorse economiche nonché di importanti disponibilità di stupefacente, che veniva reperito ed importato dall’Afghanistan e Pakistan e successivamente destinato a sodali dislocati in diversi Paesi europei (oltre l'Italia, la Gran Bretagna, la Grecia, l'Olanda e la Francia). L'uomo individuato fra i corrieri “ingoiatori” che dall’Afghanistan raggiunge Roma passando per la Turchia.

Pena di 8 mesi

A finire in manette poi è toccato al 41enne tunisino Rabeh Mahjoubi, con precedenti in materia di stupefacenti, (l’ultimo suo arresto risale al dicembre scorso, perché sorpreso dai poliziotti a confezionare alcune dosi), immigrazione clandestina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, devastazione e saccheggio, ricettazione e falso (in relazione a fatti commessi oltre che in questa provincia anche in quelle di Pordenone, Venezia e Vicenza). Rintracciato e ristretto anche lui in carcere, dovrà scontare una pena ad 8 mesi di reclusione.

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