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(foto: archivio)

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Spaccia alla luce del sole, un albero della stazione era la sua base di rifornimento

Un giovane nigeriano con il permesso di soggiorno scaduto è stato arrestato mercoledì dalla polizia locale. In sede di direttissima ha patteggiato otto mesi di reclusione

Un viavai di clienti gli facevano visita davanti alla stazione ferroviaria, dove lui sostava per ore tenendo le scorte di marijuana nascoste sotto una radice in un'aiuola. A osservarlo c'erano però gli agenti in borghese che lo hanno ammanettato.

Gli appostamenti

A.P., 20enne nigeriano, è accusato di detenzione a fini di spaccio ed è stato arrestato alle 13 di mercoledì dalla polizia locale. In pieno giorno lungo la neonata via Norma Cossetto, il tratto alberato che congiunge piazzale Stazione con viale Codalunga. Quello era diventato per lui come per molti altri il luogo in cui aspettare i clienti, due dei quali sono stati avvistati e seguiti dagli agenti. Insospettiti dal suo atteggiamento e dal fatto che tenesse morbosamente d'occhio la base di un vicino albero, i vigili hanno assistito a una compravendita in cui un uomo e una donna italiani hanno avvicinato il pusher. L'uomo si è appartato con lui a lato di un furgone davanti all'hotel Monaco, gli ha ceduto delle banconote e ha ottenuto un piccolo involucro di marijuana che ha poi diviso con la donna.

L'arresto

Poco dopo A.P. è stato raggiunto da un giovane in bicicletta, si è avvicinato alla base dell'albero e dopo aver scavato nella ghiaia ha estratto una busta di plastica da cui a prelevato dell'altra marijuana consegnata a quello che con tutta probabilità era un altro spacciatore, allontanatosi in tutta fretta. A quel punto il 20enne ha nascosto nuovamente il bottino, ma si è trovato davanti gli agenti che lo hanno ammanettato. Sotto l'albero sono stati trovati 9 grammi di marijuana, sequestrati con i 65 euro e il cellulare trovati addosso al nigeriano. Il giovane, con una carta d' identità del comune di Agrigento e un permesso di soggiorno scaduto, era già stato arrestato per spaccio a maggio. In sede di direttissima il giudice ha convalidato l'arresto, condannandolo a otto mesi e 800 euro di multa.

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