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I carabinieri nel corso del sopralluogo dopo l'arresto. Al centro il furgone carico di merce rubata

I carabinieri nel corso del sopralluogo dopo l'arresto. Al centro il furgone carico di merce rubata

Rubano accanto al cimitero: il furgone con la refurtiva vale l'arresto a padre e figlio

Sono accusati di tentato furto aggravato due uomini sorpresi in flagrante mentre nottetempo cercavano di trafugare una serie di batterie dalla base di un ripetitore

Confidavano nel buio e nella zona defilata, sperando di fare incetta di materiale che gli inquirenti sospettano potesse poi essere rivenduto illegalmente. A consegnarli alla giustizia hanno invece pensato i carabinieri di Selvazzano con un arresto notturno.

Il controllo a sorpresa

É la tarda serata di giovedì quando una pattuglia arriva nei pressi del cimitero di via Monte Santo. Nel buio i carabinieri notano un furgone parcheggiato nello spiazzo accanto al campo santo e poco distante, dentro la recinzione che delimita la cabina del ripetitore, due sagome umane. Sono due uomini di 50 e 22 anni, padre e figlio si scoprirà in seguito. Cosa stiano facendo in quel luogo è subito chiaro: stanno tentando di manomettere la cabina per rubare le batterie del sistema di accumulo.

Gli arresti

Viene controllato il furgone parcheggiato, risultato noleggiato, carico di altre venti batterie simili tutte risultate rubate. Il valore è di almeno cinquemila euro. Gennaro (50) e Cosimo Castaldo (22), residenti a Casandrino nel Napoletano, finiscono in arresto con l'accusa di tentato furto aggravato e tutto il materiale viene sequestrato. Obiettivo delle indagini è ora chiarire l'esatta provenienza della refurtiva e capire dove fosse destinata, come pure se quelli di padre e figlio fossero furti su commissione.

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