Centro commerciale a Due Carrare, l’Ascom non demorde: “Sarebbe un errore madornale”

Il presidente Bertin: “Speriamo che il Ministero dei Beni Culturali metta una pietra sopra a un progetto nefasto”

Il centro commerciale della discordia. A Due Carrare non si parla d’altro, e al coro dei contrari si unisce nuovamente l’Ascom Padova. Che annuncia: “Al consiglio comunale previsto tra il 9 ed il 12 aprile per l'approvazione dell'accordo di programma noi ci saremo”.

“Futuro problematico”

Parola del presidente Patrizio Bertin, che specifica: “E non tanto per contrastare quella che ormai sembra una scelta irreversibile del sindaco Davide Moro, quanto per ribadire, ancora una volta, che il mega centro commerciale di Due Carrare è un errore madornale. Il sindaco Moro in questo modo rinuncia all’ultima possibilità per dare una risposta politica a quella che lui continua a ritenere una questione tecnica che però tecnica non è visto che realizzare un nuovo mega centro quando è ormai chiaro che il futuro dei centri commerciali è quantomeno problematico, non solo è miope ma è anche foriero di gravi conseguenze per il territorio circostante a quello dove andrà ad insediarsi”. La preoccupazione di Bertin è suffragata dai fatti: in America il sistema dei centri commerciali è ormai da tempo in crisi con chiusure e relativo abbandono di spazi difficili da reinventare e quindi destinati a degradare. “Ma chi crede che l’America sia lontana – aggiunge il presidente dell’Ascom - sbaglia prospettiva”. C’è un’America molto più “domestica” che si chiama hinterland milanese, ma che si chiama anche Mestre e Marcon dove i marchi della grande distribuzione si combattono senza esclusione di colpi nel tentativo l'uno di sopprimere l'altro, ma che finiscono per essere un po' come i polli di Renzo, ovvero destinati a soccombere tutti sotto l'avanzata dell'e-commerce.

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“Necessità di cambiare registro”

"Di fronte a queste evidenze - continua Bertin - che la dicono lunga sulla necessità di cambiare registro (aumentano i negozi sfitti, gli appartamenti diventano camere da affittare ai turisti col risultato che le città ed i centri minori diventano sempre più luoghi fantasma), assistere a questa corsa verso un "gigantismo" che forse serve ad uno per sopravvivere ma di sicuro fa morire tutti gli altri, non può non preoccupare chi è chiamato ad amministrare le nostre comunità". Per Due Carrare, vista la "non opposizione" del sindaco, l'Ascom spera che sia il Ministero dei Beni Culturali a mettere una pietra sopra ad un progetto nefasto, ma più in generale serve prendere atto che non solo non c'è più spazio per costruire nuove grandi strutture di vendita, ma diventa indispensabile porre un freno anche al recupero di grandi spazi da destinare al commerciale. "La Regione - evidenzia il presidente dell'Ascom - ha approvato norme per bloccare il consumo del suolo, ma il blocco non vale per i procedimenti edilizi in corso. Una sorta di "diritto acquisito" che si muove secondo i canoni del tempo che fu, quando il mondo girava molto più lento. Oggi che le vendite attraverso l'e-commerce si avvicinano al 100% di aumento in una dozzina d'anni e che non c'è giorno che Amazon non occupi nuovi spazi di mercato grazie, da un lato, alla tassazione bassissima cui è sottoposto e, dall'altro, ad una politica di sottocosto che manda in rosso i suoi stessi bilanci ma distrugge la concorrenza, la buona volontà dei commercianti da sola non basta. Serve un intervento dello Stato italiano e dell'Unione Europea (peraltro anche Trump si sta dimostrando preoccupato) al fine di evitare che il mercato finisca per essere un monopolio che prima sarà economico ma dopo sarà anche un rischio per la nostra democrazia".

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