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La scure dei vaccini: centinaia di assenze al primo giorno di asilo tra i "No Vax"

Un centinaio di bambini nel capoluogo e almeno 500 in provincia non si sono presentati all'apertura delle scuole materne pubbliche e private. A rischio i posti di lavoro

Nessuna protesta, ma un'ondata assenteista. Il caso generato dalla questione vaccini si è abbattuto sul rientro a scuola dei bambini padovani, a partire da quelli che frequentano asili nido e scuole materne.

Tanti dubbi

Attualmente resta valido il decreto Lorenzin che prevede l'obbligo di vaccinazione per frequentare l'asilo, pena l'esclusione. Ad aumentare la confusione la recente circolare emessa dal ministro della Salute, Giulia Grillo, secondo cui è sufficiente l'autocertificazione dei genitori. Resta il fatto che il numero di assenze al primo giorno di scuola fa riflettere. Lunedì 3 settembre hanno aperto i battenti scuole comunali e un terzo di quelle appartenenti alla Fism, l'associazione delle materne non statali di ispirazione cattolica, che in provincia conta 206 istituti su 310 totali. Le altre avvieranno le lezioni il 12 settembre.

I numeri

Centinaia i bambini fra 3 e 6 anni tenuti a casa dai genitori perchè privi dei vaccini. Si temevano contestazioni, anche alla luce della linea dura adottata da Palazzo Moroni attraverso l'assessore alle Politiche scolastiche, Cristina Piva: “Chi non è vaccinato non entra”. Un centinaio le famiglie “No Vax” del capoluogo che non hanno presentato certificati vaccinali né le autocertificazioni da consegnare entro il 31 agosto. 500 quelle sparse in tutta la provincia, con 1600 bambini in meno rispetto allo scorso anno a prendere posto tra i banchi. Da una parte è il calo demografico a segnare la drastica diminuzione di alunni, dall'altra la scure dei vaccini. Nessun bambino respinto, ma la necessità di tutelare la salute comune viene prima delle scelte private, sottolinea l'assessore Piva, affermando che “Non si gioca sulla salute dei bambini”. Una possibilità di recupero temporanea c'è: fino a fine ottobre sarà mantenuto il posto a scuola, previo l'impegno di vaccinare il piccolo entro i termini stabiliti e il pagamento della retta.

I timori della Fism

A preoccupare è anche il risvolto economico della disertazione di massa: meno bambini significa meno classi, cioè insegnanti in esubero e posti di lavoro per tutti i collaboratori scolastici a rischio. A peggiorare il quadro, il fatto che privare un bambino della scuola incide negativamente sulla sua educazione e capacità di socializzare. Parole del presidente Fism, Ugo Lessio. Si attendono i nuovi sviluppi a livello legislativo, che dovranno chiarire l'annosa questione e permettere o meno agli alunni non vaccinati di accedere alle scuole pubbliche e private.

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