Asparagi da febbraio? Con le biomasse si può grazie a un’idea della padovana Uniconfort

Da un'azienda padovana la tecnologia verde per anticipare la stagionalità degli asparagi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Anche quest’anno in un’azienda agricola di Bibione è stato possibile anticipare di due mesi la stagionalità degli asparagi, con evidenti vantaggi nella loro commercializzazione e la possibilità di avere questi pregiati prodotti sulle nostre tavole con molte settimane di anticipo rispetto al loro naturale ciclo di vita. Ingegneria genetica? Certo che no! Una ‘magia’ del tutto naturale ed ecocompatibile, introdotta da Uniconfort, azienda padovana leader nel mondo della valorizzazione energetica delle biomasse solide. E’ bastato scaldare la terra sulla quale gli asparagi crescono, facendo così loro credere che la primavera fosse già arrivata. Tutto questo grazie all’utilizzo delle biomasse, un combustibile verde a basso costo che ha alimentato la caldaia necessaria per scaldare il terreno coltivato, una soluzione innovativa, unica in Italia, ambientalmente e economicamente sostenibile. Un progetto che funziona sia dal punto di vista economico che da quello del rispetto dell’ambiente: non a caso l’’iniziativa ha visto il plauso dell’UE che, attraverso il Piano di Sviluppo Rurale e grazie alla collaborazione di Veneto Agricoltura, ha erogato finanziamenti a fondo perduto che hanno coperto circa il 40% dell’investimento.

Gli asparagi vengono raccolti dal 15 aprile al 30 maggio, periodo in cui la temperatura più mite aiuta la crescita naturale del turione. Crescono tutti insieme in poche settimane, così vengono immessi sul mercato quasi simultaneamente. In questo modo, tra l’altro, il prezzo da molto alto nei primi giorni, si abbassa rapidamente per la quantità di prodotto immessa sul mercato. Ottenere un raccolto anticipato, dunque, presenta grossi vantaggi oltre che per i nostri palati, anche per il produttore, ma solo se la produzione “artificiale” ha però costi sostenibili. Ecco dunque l’idea: riscaldare il terreno di coltivazione anticipando così la stagionalità, utilizzando combustibili a bassissimo costo: le biomasse solide.

Protagonisti di questa idea la Cooperativa Agricola Bibione, 60 soci che lavorano nell’ambito della produzione agricola a Bibione (Ve) e Uniconfort, l’azienda di San Martino di Lupari (Pd) il terzo produttore al mondo di caldaie alimentate a biomasse solide. Insieme hanno progettato un impianto che, primo in Italia, permette di raccogliere i primi asparagi già a febbraio!

“Abbiamo installato una caldaia alimentata a cippato – spiega Davis Zinetti, Amministratore delegato di Uniconfort - che, con una potenza di 700 Kw, produce acqua calda che va ad alimentare un circuito posto sottoterra, a 5 centimetri dalle radici degli asparagi, per cinque ettari di coltivazione. Il terreno viene così mantenuto a una temperatura a 35°, anticipando di molto la stagionalità. A Bibione la raccolta si fa dal 20 febbraio al 1 aprile. Quest’anno gli addetti della cooperativa hanno raccolto asparagi anche sotto la neve!”. L’azienda raccoglie 430 chilogrammi di asparagi a stagione che vengono venduti in genere alle grandi catene di supermercati.

Il cippato che alimenta la caldaia viene acquistato a basso costo da una cooperativa che lo ricava dalla manutenzione dei boschi, che vengono così salvati dal degrado dovuto al loro abbandono. Ma anche per l’azienda è un investimento vincente: il risparmio sul costo dell’energia è di oltre un terzo e permette di ammortizzare l’investimento in soli cinque anni.

Uniconfort non è nuova a questo tipo di esperienze. In Francia caldaie della azienda veneta permettono di scaldare serre dove crescono tutto l’anno piantine di melone, di proprietà del maggiore produttore francese di questo pregiato frutto, abituato a climi più caldi; mentre in Irlanda più che all’allungamento della stagionalità si è badato al risparmio: le celle delle fungaie dove si coltivano i funghi vengono umidificate e sterilizzate grazie alle biomasse. “In questi ultimi anni – conclude Zinetti – per fronteggiare gli aumenti dei prezzi del carburante per il riscaldamento, sono sempre più numerose le aziende florovivaistiche e agricole che utilizzano le biomasse solide, ottenendo il dimezzamento dei costi per il combustibile. Un risparmio che può aumentare nel caso si brucino negli impianti gli scarti di produzione agricola, magari autoprodotti. Senza dimenticare, poi, i vantaggi ambientali, che si concretizzano nella riduzione di emissioni per mille tonnellate di CO2 all’anno in meno ad ogni caldaia installata”.

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