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Multe degli autovelox cancellate: assolto Antonio Paolocci, ex comandante della polizia locale

Si è concluso l'iter partito dopo i fatti dell'ottobre del 2014 quando Paolocci aveva "stracciato" una serie di sanzioni per il malfunzionamento dei nuovi rilevatori di velocità

Non ci fu alcun danno erariale nella vicenda sulle multe stracciate per gli autovelox che ha riguardato Antonio Paolocci, ex comandante della polizia locale di Padova e attuale comandante di quella della Federazione del Camposampierese, che era stato condannato a risarcire il comune con 800mila euro.

La vicenda

Paolocci, che è stato difeso dagli avvocati Alberto Cartia, Francesco Rosi e Mario Bertolissi e che è stato assolto da ogni addebito, ha subito un lungo iter giudiziario perché accusato di aver condonato ai padovani le sanzioni per eccesso di velocità rilevate dagli 8 autovelox installati nel 2014 in Corso Australia. Paolocci poco prima del suo insediamento alla guida dei vigili urbani di Padova (14 novembre 2014) aveva bloccato la messa in funzione di tutti i rilevatori di velocità da poco installati perché, dati alla mano, rilevavano quasi 3mila violazioni al giorno, con ampi margini di errore e un sistema che ancora non era tarato ed efficace che avrebbe portato a un numero elevatissimo di ricorsi. Paolocci, entrato in servizio, ha preteso che le sanzioni dal 27 ottobre fino a metà novembre fossero cancellate con un provvedimento firmato dalla giunta comunale il 9 dicembre di quell'anno. Tra le motivazioni? La privacy violata e la gestione del servizio che era stato affidato a terzi. Paolocci è stato accusato di aver "fatto il regalo di Natale ai Padovani", avendo levato circa 90mila accertamenti per 3milioni e 800 mila euro mai finiti nelle casse comunali.

Gli esposti

Nel settembre del 2017 l'ex comandante è stato citato in giudizio e il 2 settembre del 2018 è arrivata la sentenza di primo grado che lo condannava a pagare 800mila euro al Comune di Padova. Nei giorni scorsi la corte d'appello tributaria di Roma a cui Paolocci ha ribadito che sarebbe pronto a rifare tutto quello che ha fatto, ha ribaltato la sentenza che ha portato alla piena assoluzione dato che il fatto non sussiste. L'Unione Nazionale dei Consumatori, tramite il presidente Antonio Tognoni ha spiegato: «La vicenda è stata seguita dalla nostra associazione sin dagli inizi con la richiesta di accesso agli atti e la successiva diffida inoltrata all’allora sindaco di Padova e alla Prefettura perché si impedisse che le rilevazioni dei velox fuori legge, svolte dalla precedente gestione, fossero notificate agli utenti della strada, con conseguenti ricorsi a valanga degli utenti. Paolocci - ha concluso - ha agito a favore della collettività riscontrando in tempi rapidi comportamenti illegittimi».

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