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"Mia moglie restò incinta e fu lasciata a casa": assunta al nono mese di gravidanza

Martina Camuffo, 36 anni, ha firmato un contratto per l'azienda The creative way, con sedi a Padova e Mestre (Venezia). Il titolare: "Ho capito le difficoltà vissute da mia moglie"

Assunta. Nonostante sia incinta, al nono mese di gravidanza. La scelta, inusuale e in controtendenza, è opera di Samuele Schiavon e Stefano Serena, titolari dell'azienda The creative way - web design e comunicazione digitale - con sedi a Padova e a Mestre (Venezia).

ASSUNTA AL NONO MESE DI GRAVIDANZA. Protagonista di questa storia è Martina Camuffo, 36 anni. Ad orientare i due datori di lavoro è stata l'esperienza diretta vissuta da Schiavon: "Ho capito le difficoltà di mia moglie - racconta - aveva un tempo determinato e quando ha comunicato che aspettava un bimbo è stata lasciata a casa".

LE SUE PAROLE. "Questa non dovrebbe essere una notizia. Per me è una non notizia. Spero che questa storia possa essere d’esempio per gli altri imprenditori”. Martina Camuffo, 36 anni, strabuzza gli occhi davanti allo stuolo di telecamere che oggi hanno raggiunto la sede di "The Creative Way", in viale Ancona a Mestre. Oramai la vicenda è nota: a pochi giorni dal suo parto programmato, il 16 febbraio, ha firmato il contratto di assunzione per un'azienda che si occupa di sviluppo digitale. Web, reti, design. Ma soprattutto giovani imprenditori che antepongono il fattore umano a tutto il resto. Per questo la gravidanza di Martina non è stato un ostacolo insormontabile: "E' un discorso cinico quello che faccio - dichiara Samuele Schiavon, uno dei titolari - semplicemente le competenze e le capacità di Martina ci interessano. Per questo l'abbiamo assunta. Non è beneficenza. Mi stupisco di tutto questo clamore".
 

GENERAZIONALE. Martina è provata da una giornata davanti ai riflettori. Però è felice perché, sottolinea, "ho un lavoro". Non una cosa scontata in tempi duri per chi cerca un posto fisso e non vuole rinunciare alla famiglia. "E' anche una questione generazionale - commenta - Samuele è giovane. Forse con un datore di lavoro più anziano tutto questo non sarebbe successo. Mi sarei fermata al colloquio conoscitivo. Spero invece che questa storia possa essere d'ispirazione". Non serve andare troppo lontano per trovare esempi negativi: “Molte mie amiche hanno dovuto mentire ai colloqui di lavoro per avere delle possibilità, dicendo di non avere fidanzati né tantomeno sogni di maternità”, continua Martina, che si occuperà di promozione commerciale. Tra 5 mesi, dopo la maternità, giura che metterà l'anima nel suo lavoro: "Come potrei non farlo dopo tutto ciò che hanno fatto per me Samuele e Stefano (l'altro titolare, ndr).

SCELTA AZIENDALE. La realtà è che questa dotrebbe essere la storia più semplice del mondo: valutate le capacità, scatta l'assunzione. Punto. Troppo spesso però non è così: "Avevamo la disponibilità per inserire un profilo commerciale in azienda, - spiega Samuele Schiavon - e ho pensato a Martina, che avevo avuto modo di conoscere in precedenti esperienze professionali. Quando mi ha dato la notizia dell'imminente parto, mi sono consultato col mio socio e abbiamo deciso comunque di assumerla. Non si tratta di beneficenza, ma di una precisa scelta aziendale”. Tanto più che ora a Martina Camuffo sono giunte ulteriori offerte di lavoro: "Ma cosa vuoi - conclude - me n'è arrivata una proprio stamattina. Ho declinato subito".

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