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Auto di lusso vendute in "nero": scovata azienda intestata a prestanome, sequestrati beni per 67mila euro ad un pregiudicato

Importavano dall'estero macchine come Audi, Bmw, Mercedes, Range Rover, per poi rivenderle sul territorio nazionale ad un prezzo particolarmente vantaggioso, ma solo per effetto del mancato versamento delle imposte dovute

Dopo sei mesi di indagini, svolte dalla guardia di finanza di Cittadella e coordinate dalla procura della Repubblica di Padova, le fimme gialle di Padova hanno sequestrato beni e denaro per un valore complessivo di 67mila euro, costituenti l’intero patrimonio di un pregiudicato, amministratore di fatto di una ditta individuale, operante a Piombino Dese nel settore della compravendita di autovetture formalmente intestata ad un soggetto indigente.

EVASIONE. L'uomo, C.S., pluripregiudicato per reati fiscali e per spaccio di sostanze stupefacenti, è accusato di aver omesso di presentare le dichiarazioni fiscali, nascondendo al fisco, per gli anni dal 2013 al 2015 ricavi per oltre 750mila di euro, cui corrispondono oltre 250mila euro di imposte non versate all’erario. In tal modo l’amministratore di fatto si è reso responsabile del delitto di omessa presentazione delle dichiarazioni Iva e redditi e di occultamento delle scritture contabili.

ESTERO. A fronte della promessa di irrisorie somme di denaro, aveva convinto un soggetto indigente, senza alcuna capacità imprenditoriale ed economica, ad avviare una ditta individuale, allo scopo di importare auto dall’estero (tra cui Audi, Bmw, Mercedes, Range Rover), per poi rivenderle sul territorio nazionale ad un prezzo particolarmente vantaggioso, ma solo per effetto del mancato versamento delle imposte dovute.

SEQUESTRO. Nel corso delle attività di perquisizione, le fiamme gialle di Cittadella hanno rinvenuto nell’abitazione di C.S. documentazione bancaria e “chiavette” relative al servizio di home banking, grazie alle quali lo stesso poteva operare in nome e per conto della ditta senza figurare ufficialmente. Partendo dai dati bancari i finanzieri sono così riusciti a ricostruire il complessivo volume d’affari della ditta individuale. Considerato l’elevato valore indiziario degli elementi raccolti nel corso dell’attività d’indagine, l’autorità giudiziaria ha infine disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, di tutti beni nella disponibilità di C.S., risultati avere un valore complessivo di oltre 67mila euro.

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