Autonomia, insediata la consulta del Veneto: "Non cerchiamo la rissa ma niente sconti"

"Abbiamo scelto la strada di un disegno di legge che fa sintesi di un lavoro durato 5 anni e sviluppa in 58 articoli tutti i contenuti delle 23 competenze che chiediamo sulla base di quanto previsto dall’articolo 116 della Costituzione", ha spiegato il governatore Luca Zaia

Il Presidente della Regione Luca Zaia venerdì ha insediato a Venezia la Consulta del Veneto per l’Autonomia, l’organismo, individuato con una delibera approvata all’indomani dell’esito del referendum sull’autonomia, composto dalle rappresentanze delle autonomie locali, delle categorie economiche e produttive del territorio, delle forze sindacali e del terzo settore, del mondo dell’Università e Ricerca, e di altri organismi espressione di interessi diffusi a livello regionale, in modo da garantire la più ampia rappresentatività.

UNICA REGIONE.

Zaia, affiancato dai tecnici e dai docenti universitari che compongono la delegazione trattante che siederà al tavolo con lo Stato e da numerosi assessori della sua Giunta, ha ripercorso il cammino che ha portato il Veneto ad essere l’unica Regione italiana a perseguire l’autonomia attraverso un referendum supportato dal raggiungimento del quorum, attraverso una legge approvata in Consiglio, e, ha detto il Presidente, “con il via libera della Corte Costituzionale, che ci ha dato ragione rispetto al ricorso con il quale il Governo nazionale, per la terza volta, aveva tentato di bloccarci. Quel referendum che qualcuno continua a voler definire ‘inutile’ sarà la parte più pesante dell’intera trattativa, perché a quel tavolo siederanno di fatto i Veneti, che hanno detto forte e chiaro cosa vogliono: l’autonomia. Il 57,2% di affluenza e il 98,1% di sì – ha tenuto a rimarcare – sono un risultato che nessun partito e nessun politico può raggiungere da solo. Quindi ha vinto un’idea di futuro e di progresso, sulla quale chiedo a tutti di non voler imporre la propria casacca.”.

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NON CERCHIAMO LA RISSA.

Il Governatore ha poi annunciato che “il Veneto non siederà con le Regioni Emilia Romagna e Lombardia al tavolo di trattativa previsto per il 9 novembre a Roma, non perché cerchiamo la rissa, né perché ci sentiamo migliori degli altri, ma perché abbiamo scelto la strada di un disegno di legge che fa sintesi di un lavoro durato cinque anni e sviluppa in 58 articoli tutti i contenuti delle 23 competenze che chiediamo sulla base di quanto previsto dall’articolo 116 della Costituzione. Non pretendiamo di essere nel giusto, ma riteniamo che la nostra legge e i suoi articoli siano la base di un vero e proprio contratto da sottoporre alla controparte. Non andremo all’agenzia immobiliare per vedere delle case – ha esemplificato Zaia – andremo dal notaio per siglare l’atto di compravendita. Abbiamo impiegato qualche settimana in più, ma abbiamo già fatto tutto quell’approfondimento sui particolari che comunque si sarebbe dovuto fare dopo l’apertura del tavolo a Roma. Non puntiamo a un’intesa vuota di contenuti solo per le foto di rito e servizi giornalistici, ma alla sostanza, ben delineata nei 58 articoli della nostra legge”.

ALLUVIONE 2010.

Rivolto ai membri della Consulta del Veneto per l’Autonomia, Zaia ha sottolineato “la più ampia disponibilità ad accogliere anche in corso d’opera i contributi che arriveranno”, ed ha esortato tutti a “puntare al meglio, ma anche al massimo. Non si accettano proposte al ribasso e contenuti con il freno a mano tirato – ha chiarito – perché quelle 23 competenze sono scritte nella Costituzione e non intendiamo rinunciare e nessuna di esse”. Rispetto agli Enti Locali, Zaia ha ribadito con forza che “non ci sarà nemmeno l’ombra di un neo centralismo regionale, e tutto il processo autonomista avrà le caratteristiche del federalismo assoluto”. A questo proposito, il Presidente ha citato l’esperienza dell’alluvione del 2010. “Allora – ha ricordato – la Regione non gestì direttamente un soldo. Li girammo ai Sindaci dei Comuni colpiti, perché nessuno meglio di loro poteva sapere di cosa aveva bisogno il proprio territorio. Così sarà anche per l’autonomia che otterremo: sussidiarietà totale”.

RICHIESTE.

Per lunedì e martedì prossimo il Consiglio regionale ha convocato i componenti della Consulta per le audizioni nelle Commissioni competenti. “Il testo della legge – ha detto il Presidente del Consiglio Roberto Ciambetti – potrebbe approdare in aula a metà novembre per l’approvazione definitiva”. Confermata, sul piano tecnico, anche la richiesta dei nove decimi del gettito di Irpef, Ires e Iva per finanziare la gestione delle competenze richieste. Si tratta di oltre 12,5 miliardi di euro di Irpef, quasi 2,5 miliardi di Ires, 9,5 miliardi di Iva, per un totale di circa 24,5 miliardi. Al netto dei fondi che lo Stato già trasferisce al Veneto, la richiesta finanziaria si attesta attorno ai 18 miliardi di euro. “In proposito i soloni si sprecano – ha detto Zaia – a cominciare da quelli che sostengono che la richiesta sia troppo alta. Non è così: è esattamente quello che serve per gestire con serietà le 23 competenze, alla veneta, cioè senza sprechi. Il nostro modello è e resta l’autonomia di Trento e Bolzano, di fatto seppur non di diritto. E non è nemmeno il massimo, perché la Sicilia trattiene il 100%”. Il lavoro della Consulta e le audizioni nelle Commissioni del Consiglio regionale si svolgeranno su cinque aree tematiche: Autonomie Locali, Sanità e Sociale, Istruzione e Lavoro, Ambiente e Territorio, Sviluppo Economico.

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