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Cronaca Abano Terme

Dà fuoco alle case degli esponenti del Partito Democratico, denunciato il piromane

I carabinieri di Abano Terme hanno identificato un 43enne del posto

I Carabinieri della Compagnia di Abano Terme, al termine di un accurata attività investigativa coordinata dal Pubblico Ministero Giovanni Falcone, hanno individuato l’autore dei tre incendi che nel mese di dicembre scorso avevano interessato le abitazioni di due esponenti locali del Partito Democratico di Monselice.

IL PIROMANE.

Il primo episodio incendiario risale all’alba del 30 novembre 2017, quando la porta d’ingresso di un’abitazione della via San Vio di Monselice, affittata ad un aderente al partito politico, va in fiamme. Il secondo atto doloso risale al 14 dicembre successivo, sempre verso le 5 di mattina, quando è stata danneggiata col fuoco la porta di un’altra abitazione sita a pochi numeri civici di distanza da quella distrutta nella prima circostanza. Gli occupanti, allarmati dal fumo che stava cominciando ad espandersi nell’abitazione, hanno provveduto a spegnere le fiamme, appiccate da ignoti. Infine, il 19 dicembre scorso, in una preoccupante escalation di eventi, un incendio ha danneggiato nuovamente l’ingresso della dimora già colpita il 30 novembre.

IL SEQUESTRO.

Le indagini si sono sviluppate a 360 gradi, prendendo in esame la possibilità che i danneggiamenti fossero meri atti vandalici, legati a dissidi di natura privata, maturati nell’ambito dell’attività politica. Dopo la visione delle telecamere dell’area e confrontando il “modus operandi” utilizzato dall’ignoto piromane, è stata imboccata la strada giusta ed i militari dell’Arma di Abano Terme e Monselice sono riusciti ad individuare il sospettato. A seguito della perquisizione domiciliare e personale nei confronti di un 43enne del posto, incensurato, sono state trovate diverse prove. In particolare un giaccone da uomo in tessuto di colore verde con cappuccio; scarpe in pelle di colore nero; pantaloni in tessuto leggero di colore bianco senza marca; una scatola di fiammiferi da cucina; un paio di guanti da lavoro colore giallo; una tanica di plastica bianca da 15 lt contenente circa 5/7 lt di benzina; una borsa di plastica di colore rosso con disegni bianchi di supermercato della zona.

L'INDAGINE.

Il materiale rinvenuto coincideva con quello del materiale autore dei delitti, ripreso, in particolare, in concomitanza con la commissione dell’incendio del 14 dicembre. Infatti l’uomo, certamente molto alto, di corporatura normale, vestiva pantaloni bianchi molto leggeri, scarpe nere tipo ginnastica, giubbotto leggero con cappuccio, un paio di guanti chiari tipo da lavoro e teneva con la mano destra una borsa di colore rosso acceso con una scritta bianca di un noto supermercato della zona. La borsa in sequestro presentava al suo interno residui di materiale combusto, e la tanica di plastica bianca da 15 lt contenente verosimilmente benzina non trovava giustificazione plausibile essendo il veicolo in uso all’indagato alimentato da diesel. Le attività di indagine sono tutt’ora in corso (l’autore dei reati è stato deferito all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà) e sono finalizzate anche ad approfondire il movente delle azioni intimidatorie, che potrebbe individuarsi nel risentimento maturato dal piromane verso le Autorità e l’ordine costituito, identificate negli attivisti che hanno subito gli incendi. Il reo pare, peraltro, svolgesse sino a pochi anni fa un’attività lavorativa, interrotta, asseritamente, anche per il mancato ottenimento di contributi e rimborsi fiscali da parte degli Enti preposti.

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