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Aviaria, Coldiretti: "Attivate le misure sanitarie negli oltre mille allevamenti del Padovano"

I due casi a distanza di pochi giorni in un allevamento in provincia di Venezia e uno in provincia di Padova, a Piove di Sacco, hanno reso necessario l'attivazione dei controlli e dei procedimenti specifici. Coldiretti rassicura: "Consumatori stiano tranquilli"

Torna l’influenza aviaria in Veneto, con due casi a distanza di pochi giorni in un allevamento in provincia di Venezia a Mira e uno in provincia di Padova, a Piove di Sacco, a pochi chilometri di distanza.

PROCEDURE SANITARIE. Immediatamente attivate tutte le procedure sanitarie previste in questo caso con l’istituzione delle zone di restrizione e di sorveglianza e i provvedimenti di abbattimento attivati. L’attenzione è massima in tutto il territorio e la situazione è sotto stretto controllo. Coldiretti Padova ricorda che non c’è alcuna ripercussione per la salute pubblica e che i sistemi di prevenzione e controllo messi in atto dalle aziende stesse in collaborazione con il servizio veterinario regionale garantiscono interventi tempestivi ed efficaci per isolare i focolai. “I nostri allevatori sono preparati e in grado di muoversi con tempestività – afferma Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova – proprio per evitare che il virus possa diffondersi ulteriormente e mettere a rischio altri allevamenti. Il monitoraggio è costante su tutto il territorio grazie al lavoro del servizio veterinario che opera a stretto contatto con le nostre aziende. Da molti anni ormai la sicurezza sanitaria è ampiamente garantita nei nostri allevamenti e l’intera filiera è sottoposta a rigorosi controlli sotto ogni aspetto. Questa attenzione contribuisce a ridurre il fattore di rischio e quindi anche di potenziale danno per le aziende perché in caso di contagio le spese da sostenere sommata alla perdita di produzione, sono molto più elevate degli investimenti per le misure di prevenzione”.

A PADOVA. In provincia di Padova gli allevamenti avicoli sono circa 670, concentrati per lo più nella bassa Padova fra Este e Montagnana ma presenti un po’ in tutto il territorio. Gli allevamenti più diffusi sono quelli dei polli da carne e delle galline da uova, con 4 milioni di capi. Seguono i tacchini con circa mezzo milione di capi in poco meno di 80 allevamenti e le faraone con 360 mila capi. In tutto oltre 1200 allevamenti. Il fatturato supera i 125 milioni di euro e per il 2016 la produzione è previsto in crescita di oltre il 5 per cento, mentre il prezzo ha registrato un calo che si avvicina al 10 per cento. Il Veneto è la prima regione in Italia per il comparto avicolo e Padova gioca un ruolo di spicco.

CONSUMATORI TRANQUILLI. “I consumatori possono stare tranquilli – continua Miotto - perché hanno la garanzia che le carni che le nostre carni, provenienti da capi allevati e macellati in Italia, sono sottoposte continuamente a tutti i controlli proprio a tutela della salubrità e della qualità della nostra produzione. L’unico rischio in questi frangenti, semmai, è quello della speculazione da parte di soggetti senza scrupoli che approfittano delle notizie di questi giorni per alzare i prezzi al consumo. Una pratica scorretta e del tutto ingiustificata, che saremo pronti a denunciare”, conclude Miotto.

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