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Azienda fallita per colpa della Pec Il tribunale: "C'è stato un errore"

Una ditta di arredi in viale dell'Industra a Padova era finita nel portale dei fallimenti senza preavviso. Le era stato notificato l'atto tramite una mail senza allegato. Ora si riparte daccapo con le verifiche

C'è stato un "errore materiale" da parte della cancelleria nell'invio della notifica dell'atto. Lo avrebbe ammesso, come riportano i quotidiani locali, Sergio Fusaro, presidente del tribunale di Padova, in merito al caso della ditta di arredi, con sede in viale dell'Industria, di cui era stato dichiarato il fallimento senza che i titolari dell'impresa ne fossero a conoscenza.

LA PEC. Il problema era stato leggere quella Pec (posta elettronica certificata). L'obbligatorietà di utilizzo dello strumento, come avrebbero sostenuto dal tribunale, all'epoca dei fatti era entrata in vigore da poco. Il personale della cancelleria non sarebbe stato formato a dovere sul sistema informatico. Il Ministero avrebbe fornito gli strumenti ma non una conoscenza adeguata delle applicazioni. Non solo. Il sistema permetterebbe al mittente di verificare la ricezione della mail da parte del destinatario, ma non l'avvenuta ricezione della totalità dei suoi contenuti. E, infatti, la ditta di viale dell'Industria, la mail, l'aveva ricevuta. Il problema era stato aprirla (occorreva la firma digitale). L'allegato, invece, non era proprio stato trasmesso.

I FATTI. I titolari nei giorni scorsi avevano sollevato un polverone, dopo essere venuti a sapere "per errore" di essere stati iscritti al portale dei fallimenti del tribunale di Padova. Commesse per milioni di euro ritirate, 11 dipendenti rimasti a casa e un grosso danno d'immagine. Ora il tribunale avrebbe ammesso l'errore. La sentenza però non sarebbe stata sbagliata: ci sarebbero stati tutti gli estremi per dichiarare il fallimento dell'azienda insolvente (da diversi mesi i titolari non avrebbero corrisposto le rate d'affitto al proprietario dell'immobile impiegato per l'attività). Ora si tratterebbe di ripartire da principio, e rivalutare se l'azienda sia o meno in grado di proseguire e di ottemperare alle proprie spese. Questa volta, però, la ditta potrà almeno difendersi. Nel frattempo ai  titolari sono state riconsegnate le chiavi.

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