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Cronaca Abano Terme

Ricercata per tentata estorsione e rapina prestava servizio come badante: arrestata

Nel febbraio 2011, ad Abano Terme, aveva partecipato all'aggressione di un cittadino del Bangladesh all'interno di una roulotte. I carabinieri sono riusciti a rintracciarla. La famiglia dove prestava servizio era ignara dei reati di cui si era macchiata la donna

Prestava servizio come badante per una famiglia di Mirano (Venezia) ma era ricercata dalle forze dell'ordine per tentata estorsione e rapina. I carabinieri del nucleo operativo martedì hanno dato esecuzione all'arresto di G.N.A. 61enne bulgara che, nel febbraio del 2011 ad Abano aveva partecipato all'aggressione di un cittadino del Bangladesh all'interno di una roulotte. I carabinieri hanno rintracciato la donna in un'abitazione privata i cui proprietari, all’oscuro delle vicissitudini della straniera, l’avevano da pochi giorni presa in casa come badante.

L'AGGRESSIONE.

Nel febbraio 2011 un 39enne del Bangladesh mentre era all’interno di una roulotte parcheggiata su un appezzamento di terreno privato nella periferia di Abano Terme era stato aggredito da tre persone. Lo straniero, terrorizzato, aveva tentato di fuggire, ma era stato bloccato e nuovamente percosso con calci e pugni quindi i malfattori si erano dati alla fuga, appropriandosi anche di generi alimentari, medicinali e documenti personali che la vittima conservava nel suo precario alloggio.  La “spedizione punitiva”, come successivamente ricostruito dai carabinieri di Abano, era stata ricondotta alla volontà del trio di occupare la roulotte ed allontanare il cittadino del Bangladesh: gli aggressori, sfondando la porta, avevano fatto irruzione nel caravan; una volta entrati,  la donna aveva percosso con un bastone l’occupante minacciandolo che se non se ne fosse andato avrebbe dato fuoco alla roulotte, mostrandogli anche due contenitori di alcool, poi rinvenuti dai militari operanti.     

L'ARRESTO.

Grazie alle indagini, i militari dell’Arma erano riusciti a identificare uno degli aggressori: la 61enne bulgara, che data la gravità del fatto era stata raggiunta da un provvedimento restrittivo che l'aveva portata all'arresto e alla scarcerazione il 5 maggio successivo. Nel 2016, con sentenza della Corte d’Appello di Venezia, diventava definitiva la condanna a carico della donna, resasi irreperibile sino all'arresto di martedì. La donna deve scontare ancora tre anni e quattro mesi ed è stata spostata al carcere di Verona.

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