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Badanti, "No se di colore": rifiutate anche se con laurea in Medicina

Sono sempre di più gli immigrati, donne e uomini, in arrivo dall'Africa, che a Padova cercano un impiego nel campo dell'assistenza. Spesso si tratta di persone anche molto preparate e sensibili ma i padovani non li vogliono

Sono tanti, pronti a svolgere lavori faticosi che gli italiani non vogliono più fare, disponibili 24 ore su 24 e nei festivi, vantano in più di qualche caso lauree in ambito medico eppure i padovani non ne vogliono sapere di assumerli come badanti, motivo: il colore della pelle. Secondo quanto riportato da Il Gazzettino la provenienza africana di molti migranti che a Padova ultimamente stanno affollando gli sportelli della cooperativa Badaben della Stanga nella speranza di trovare un impiego come colf o badanti, è oggetto di un vero e proprio pregiudizio da parte di tante famiglie cittadine che escludono a priori le loro candidature. Molti di loro hanno alle spalle lunghe traversate con approdo a Lampedusa da dove poi si sono spostati cercando di ricostruirsi una vita.

UNA DIFFICILE INTEGRAZIONE. Secondo l'associazione con sede in via Ariosto, che lavora come tramite fra le famiglie richiedenti e le persone che possono svolgere assistenza, chi ha bisogno di un aiuto in casa, che sia per l'accudimento o per i lavori domestici, punta inizialmente a connazionali italiani che però com'è noto sono rari in quest'ambito, quindi accetta di affidarsi a stranieri mettendo però spesso il veto sui migranti africani. Dalle colonne del quotidiano, il responsabile di Badaben lancia quindi un appello ai padovani affinché superino i pregiudizi che impediscono a persone preparate e in molti casi decisamente sensibili e portate per l'assistenza, di trovare un impiego.

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