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Banda di predoni dell'Est, costringeva i connazionali a rubare: arrestato

In manette un romeno 28enne che reclutava in patria i complici per spaccate nel Padovano promettendo loro un posto di lavoro ma obbligandoli poi sotto minaccia ad eseguire i colpi da lui architettati

Aveva messo in piedi una banda di predoni reclutando le giovani leve direttamente dal paese di origine, la Romania, con la falsa promessa di un posto di lavoro, salvo poi, una volta giunti in Italia, costringerli a rubare sotto la minaccia per l’incolumità propria e dei familiari.

B. Constantin Dumitru-2L'ARRESTO. A seguito di indagini svolte dai carabinieri di Vigodarzere, il "capo" è stato individuato ed arrestato. Si tratta di Constantin Dumitru B., 28enne romeno, in Italia senza fissa dimora, raggiunto ieri nella casa circondariale di Trieste dove era detenuto per altra causa dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip del Tribunale di Padova Lara Fortuna su richiesta del pm Benedetto Roberti. Secondo gli inquirenti, era lui la mente del gruppo che sceglieva gli obbiettivi, effettuava i sopralluoghi, accompagnava  i componenti della banda con la sua macchina, indicava loro dove e come colpire e le vie di fuga, poi li attendeva poco distante per recuperarli insieme alla refurtiva. Il romeno dovrà rispondere di furto aggravato in concorso e di ricettazione.

LE INDAGINI. I militari dell'arma sono riusciti a risalire al 28enne in seguito a uno dei colpi da quest'ultimo congegnato ma fallito. La notte dell’11 gennaio di quest’anno 3 giovani romeni, inseguiti dai carabinieri dopo avere commesso una “spaccata” in una tabaccheria in via Pontevigodarzere avevano rischiato la morte per congelamento dopo essersi buttati nel fiume Brenta per sfuggire alla cattura. Salvati e arrestati, quella notte i 3 romeni finirino in carcere: il 19enne Adrian Marcel L., il 20enne Gabriel Ionut S. e il 25enne Ionut Cosmin M.. I tre, due giorni prima avevano effettuato un furto con le stesse modalità ad una tabaccheria di Fiesso D’artico e, arrestati in flagranza, erano stati rimessi in libertà dal giudice che li sottoponeva però agli obblighi di presentazione alla polizia giuidiziaria.

IL PRECEDENTE: CARABINIERI SALVANO LADRI DA CONGELAMENTO NEL FIUME BRENTA

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