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Bed & breakfast a disposizione dei clandestini in zona Stazione

A denunciare il proliferare di attività alloggiative di "dubbia" natura nell'area dello scalo ferroviario di Padova è Federcontribuenti. In un caso, i gestori italiani, propongono 37 euro a notte per la camera

"Sono clandestino, non ci sono problemi?". "No, per carità, tutto va bene". Lo scambio di battute avviene per via telefonica tra un finto cliente e un gestore di un bed & breakfast in zona stazione a Padova. Un meccanismo alloggiativo denunciato dalla Federcontribuenti locale, che definisce il sistema "quantomeno dubbio".

TARIFFE "TROPPO" LOW COST. In questo caso, la struttura, gestita da marito e moglie italiani, propone un costo per notte della camera di 37 euro. Se poi però ci si ferma di più, allora "c'è il pacchetto, più si sta e meno si paga", spiega la donna che non batte ciglio nemmeno quando il finto cliente di Federcontribuenti specifica di non essere in regola col permesso di soggiorno. "Dormire a Padova può costare meno di 20 euro a notte - riferisce l'avvocato Marco Alberto Zanetti, segretario Federcontribuenti Veneto - in piazzale della stazione a Padova, sotto gli occhi indifferenti di tutti, continua a crescere un autentico network di stanze in affitto a prezzi che non sono sostenibili nemmeno dagli alberghi a una stella". Emblematico poi il caso di un bed and breakfast in piazzale Stazione. "Per gruppi di 6 persone 100 euro a notte e disponibile qualche letto supplementare", recita l'inserzione disponibile in internet. Di notte, sulla facciata nord del palazzone verde compare l'insegna "Lao", forse collegata al bed & breakfast collocato al settimo piano, ma probabilmente con depandance anche in altre zone della stazione, a quanto segnalano i commercianti della zona. La tariffa normale è 27 euro, 25 se si hanno ricoverati all'ospedale e si prenota per almeno tre notti. Gruppi a parte, come detto.

AUSPICATI MAGGIORI CONTROLLI. L'associazione chiede maggiori controlli su questo tipo di attività che danneggiano chi, come gli albergatori, devono invece sottostare a rigide imposizioni fiscali e normative. "Sarebbe ora che qualcuno a palazzo Moroni iniziasse a scoperchiare la pentola dei bed and breakfast che spuntano come funghi in città a prezzi e con modalità che puzzano di evasione fiscale o quantomeno di irregolarità con le normative che regolano l'attività alberghiera", invoca Zanetti. "Chiediamo alla giunta del sindaco Massimo Bitonci di attivare i controlli del caso - conclude Fabio Dalla Mura, responsabile affari legali di Federcontribuenti - crediamo che dinamiche del genere siano molto più dannose per il turismo e gli operatori alberghieri di qualche mendicante nei sottoportici del centro storico. Se non si interviene presto si rischia che alla carità finisca una intera categoria, quella degli albergatori".

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