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Patrizia Benini, esordio da direttrice dello Iov: «Investimenti per 34 milioni di euro»

L'ex direttrice sanitaria dell'Ulss 6 Euganea ha presentato il suo programma per il nuovo ruolo di direttrice generale dell'Istituto oncologico veneto, basato su investimenti, ricerca e sinergia con le altre aziende sanitarie e il territorio

Investimenti, sinergia con le altre aziende e ricerca. Queste le parole d’ordine a cui si ispirerà il nuovo direttore dello Iov Patrizia Benini, ex direttore sanitario dell’Ulss 6 Euganea. «Cercherò di dare il massimo – ha detto Benini – Mi porto dall’Ulss 6 un grande bagaglio di esperienza, è stata una sfida importante così come è importante il ruolo che ricoprirò all’Istituto oncologico veneto nei prossimi cinque anni».

La sinergia

L’obiettivo dello Iov, ha riferito Benini, è di integrare la ricerca con l’assistenza, lo sviluppo delle competenze e la relazione con il territorio e le altre aziende. «L’istituto parte già da un livello di eccellenza molto alto, grazie anche ai miei predecessori che hanno garantito un continuo sviluppo – ha affermato la direttrice – Uno sviluppo che proseguirà, in modo che lo Iov rafforzi il suo essere punto di riferimento per pazienti e professionisti ma anche diventi humus per la crescita dell’oncologia a livello nazionale». Come direttore amministrativo è stato confermato Francesco Favretti, una scelta per dare continuità rispetto a tutte le precedenti decisioni in termini di investimenti.

Gli investimenti

Il programma per lo Iov è intenso, in parte già iniziato. «A Padova stiamo completando la ristrutturazione di alcuni piani del Busonera per un costo di 4 milioni di euro – ha spiegato Favretti – Sostituiremo l’acceleratore attuale con uno con tecnologia adattiva e la sua acquisizione per 3 milioni e mezzo di euro è in fase avanzata, inoltre procederemo anche con la sostituzione della tecnologia della Radiologia cioè Tac e risonanza magnetica». Per Castelfranco, dove i letti da 200 aumenteranno a 300, è prevista una ristrutturazione della Radioterapia con 4 bunker (per 13 milioni di euro) nei quali ci sarà un acceleratore per la risonanza magnetica del valore di 7 milioni e 400 mila euro. Per la sede trevigiana è già stato acquistato un robot chirurgico da 2,3 milioni di euro. Anche Schiavonia è sotto la lente dello Iov: sono già stati acquistati due acceleratori di base per la Radioterapia (2 milioni di euro) e un terzo è in fase di acquisizione. Dopo di che si dovranno potenziare gli impianti per supportare la nuova tecnologia e serviranno altri 2 milioni di euro.

Il Covid

Non ci sono dipendenti positivi o in quarantena, ha riferito Benini, «e questo ci fa capire che le misure che adottiamo funzionano, oltre al fatto che il nostro personale è molto attento anche nella vita privata. Non dobbiamo abbassare la guardia – ha avvertito – Stiamo vedendo un aumento dei contagi e questo ci dice che il rischio c’è. Una terza ondata sarebbe dura da sopportare, soprattutto a livello psicologico». Il 94 per cento del personale dello Iov ha aderito alla vaccinazione ed entro la fine di marzo riceverà la seconda dose. Da questo fine settimana partiranno anche le vaccinazioni ai pazienti: 800 alla volta riceveranno il siero e le operazioni verranno fatte nel weekend per non ritardare le attività settimanali. «In tutto i pazienti che saranno vaccinati sono 3.500 – ha continuato Benini – Gli oncologi hanno fatto un grosso lavoro di selezione. Il 25 per cento sono pazienti che hanno terminato il trattamento da sei mesi, gli altri sono pazienti in terapia o pronti per un nuovo trattamento».

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