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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

«In bici da Padova all'India per vedere il mondo prima che sia sconvolto dai cambiamenti climatici»

«Sono moralmente costretto – spiega Carlo Zanetti che da Padova sta andando in India - a non prendere voli. Rimaneva però la grande voglia di esplorare il mondo, così ho preso la bici»

Economista ambientale, 29 anni, Carlo Zanetti è in viaggio da Padova versro l’India, in bicicletta. E’ partito l’11 di ottobre e da qualche giorno si trova ad Antalia, dove ha trascorso il Natale. Ha percorso 44 tappe per un totale di 3500 km, attraversando prima la Slovenia, poi Croazia, Serbia, Bulgaria e da qualche giorno si trova in Turchia. «L’obiettivo del viaggio, prima ero ricercatore all’Università di Legnaro, è legato agli studi e alla mia attività in ateneo. Mi ha sempre attirato esplorare il mondo e da molto avevo il sogno di fare un lungo viaggio in bici. Sono un ambientalista e quindi  sono moralmente costretto – lo dice sorridendo ma allo stesso tempo con forte convinzione - a non prendere voli. Sono sei anni che non prendo un aereo. Rimaneva però la grande voglia di esplorare il mondo. La bicicletta è il mezzo perfetto, ideale». Il viaggio lo sta affrontando con una Berma, una bicicletta prodotta in una ciclo officina storica padovana, che si trova in vicolo Castel Fidardo. La possiede da 12 anni.

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«Il lavoro che facevo  mi piaceva tantissimo ma ci ho riflettuto tanto, se non ora quando poi avrei potuto intraprendere un viaggio così. I miei sono giovani, io non ho famiglia. Alla fine ha prevalso la voglia di conoscere il mondo. Prima che la catastrofe climatica sconvolga irreparabilmente gli equilibri soprattutto in Asia. Chissà come sarà il mondo tra qualche decennio quando le riserve idriche cominceranno a scarseggiare, inevitabilmente questo porterà a conflitti e migrazioni». Sono sempre più le persone impegnate in campagne ambientali che usano ovviamente la bici. «C’è un bel gruppo di ciclisti che si è formato da poco, si fanno chiamare the Climate Riders. Sono veneti: padovani, vicentini e veneziani. Ciclisti per la sensibilizzazione sulla crisi climatica e la promozione dell’uso della bicicletta come mezzo consapevole per muoversi tra i territori. Mi sento anch’io come loro in questo momento. Vedere gli scempi ambientali che ho visto lungo tutto il viaggio non possono lasciare indifferenti. E so che più proseguirà il viaggio più vedrò cose sconvolgenti. Per fare dei facili esempi, ho visto un pozzo petrolifero, nei Balcani, che era dentro a un villaggio, a cento metri da una chiesa circondato da campi di mais. E rifiuti, tanti rifiuti lungo tutto il tragitto».

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«Ho visto però anche tante cose belle, ovviamente. Sono ad esempio rimasto affascinato dal parco nazionale dei  Balcani centrali, che si trova in Bulgaria. Li sono stato a fare un trekking di tre giorni e poi sono stato ospitato da una persona che non è mai stata in Italia ma che parla benissimo la nostra lingua. Ho incontrato tanta bella gente in tutti i Paesi dove sono andato. Soprattutto la gente povera, quella che ha meno, ti offre tutto quello che ha. In Turchia ho incontrato dei giovani pastori in mezzo alle montagne. Vivono in capanne di legno e plastica e ti offrono tutto quello che hanno. Abbiamo bevuto tè e parlato tutta la notte, usando google translate. E ci siamo capiti». Anche con loro hai parlato dei cambiamenti climatici? «Inevitabilmente».

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