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Biglietto non in regola, abbandonata a 12 anni dopo esser costretta a scendere dal bus

L'azienda ha avviato un'indagine interna. La madre:«Mi preoccupa il fatto che nessun altro adulto presente abbia trovato quantomeno strana questa prassi, lasciare per strada una bambina»

E’ arrivata a scuola, la Media Statale Giuseppe Tartini, in Via Giuseppe Vicentini, 24, infreddolita e impaurita. Dodici anni e tanto spaventata dal chiamare la madre appena arrivata nell’istituto. Ha fatto molta strada a piedi, da sola, visto che è stata fatta scendere dal bus numero 10 sul quale stava viaggiando, proprio per andare a scuola. Secondo i controllori di BusItalia la bambina stava viaggiando con un biglietto non regolamentare. L'azienda ha avviato un'indagine interna. 

12 anni

Il fatto è accaduto sabato 28 novembre. Alle sette del mattino, la dodicenne, è salita sull’autobus numero 11 per raggiungere la fermata di via Giotto dove ha atteso l’arrivo del bus numero 10. «La cosa alquanto inquietante e che la bambina ha 12 anni e l'hanno fatta scendere dall'autobus lasciandola da sola in una zona che potrebbe anche non conoscere ed impedendole di raggiungere la propria sede scolastica nell'orario d’inizio delle  lezioni, rischiando non solo di lasciarla per strada fino alle 9, orario in cui sarebbe potuta nuovamente entrare con giustificazione dei genitori. E nel caso fossi stata al lavoro, come avviene dal lunedì al venerdì e non avessi potuto quindi farle la giustificazione, avrebbe pure perso l'intera giornata scolastica».

Tutela minori

Un fatto grave visto che coinvolge una minore. La madre, che a distanza di giorni non si da ancora pace dell’accaduto, ha sottolineato un aspetto che riguarda il mondo degli adulti che sono coinvolti, anche indirettamente, sull'accaduto: «Mi rattrista constatare che manca una cultura a favore dei minori, che li tuteli. Mi preoccupa anche il fatto che nessun altro adulto presente abbia trovato quantomeno strana questa prassi, lasciare per strada una bambina. Come se non avessimo più nel Dna quell'istintiva propensione ad avere un occhio ogni qualvolta un minore si trovi in difficoltà».

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