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Bimbo conteso, nonno e zia accusati di resistenza, oltraggio e lesioni ai poliziotti

La vicenda familiare va avanti dal 2009. I due parenti materni dovranno rispondere della violenza e delle minacce proferite nei confronti degli agenti che stavano semplicemnte eseguendo il decreto della Corte d'appello di Venezia del 2 agosto

A distanza di cinque anni si torna a parlare della triste e delicata vicenda del bimbo conteso di Cittadella, finita alla ribalta delle cronache dopo che il video del piccolo, prelevato a forza dalla scuola dalle forze dell'ordine per essere affidato al padre, era stato mandato in onda su "Chi l'ha visto"?. Il genitore aveva accusato l'ex moglie e i suoceri di avere istigato il ragazzino ad atteggiamenti ostili nei suoi confronti. Un lungo contenzioso che aveva convinto il pubblico ministero a chiedere due anni per la donna e uno ciascuno per i genitori di lei. Requisitoria non accolta però dal giudice monocratico, che ha dato ragione alla difesa.

NONNO E ZIA. Come riportano i quotidiani locali ora nonno e zia, che all'epoca si erano opposti all'allontanamento del piccolo, sono chiamati in tribunale dove dovranno rispondere di resistenza, oltraggio e lesioni ai poliziotti. Mercoledì si è aperto il processo davanti al giudice monocratico di Padova, Claudio Elampini. Tra i due ex marito e moglie, c'è stata una lunga battaglia legale ma ora i riflettori si spostano su nonno e la zia materni a seguito alla denuncia scattata d'ufficio.

ACCUSE. I due dovranno rispondere della violenza mostrata nei confronti degli agenti della questura che, incaricati a garantire l'esecuzione del decreto della Corte d'appello di Venezia del 2 agosto che prevedeva l'affido del bimbo in via esclusiva al padre, in borghese, hanno preso in carico il piccolo e l'hanno accompagnato fuori da scuola dove, incontrata la famiglia materna, s'è agitato.

REAZIONI. I nonno deve rispondere della reazione avuta con l'agente che lo tratteneva per impedirgli di avventarsi contro i due poliziotti che stavano allontanando il nipotino e l'aggressione nei confronti di una poliziotta, mentre la zia stava riprendendo il fatto con la telecamera proferendo minacce nei confronti degli agenti.

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