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Bimbo conteso, il nonno di "vedetta" a scuola da giorni

Il parente del bambino di 10 anni di Cittadella prelevato ieri da scuola per essere portato in una casa-famiglia spiega che dalle 8 alle 13 "vegliava" sull'istituto scolastico sapendo che prima o poi sarebbero arrivati a prendere il nipote

"Sapevamo che avrebbero provato un blitz a scuola. Ogni giorno io dalle 8 alle 13 vegliavo su chi entrava e chi usciva da scuola, ma hanno usato una entrata posteriore e non abbiamo potuto fare nulla". Chi parla è nuovamente il nonno del bambino di 10 anni di Cittadella, prelevato ieri con forza da papà e polizia da scuola per essere portato in una casa-famiglia come su disposizione del tribunale dei minori di Venezia.

I PRECEDENTI. Altre due volte i tecnici dei servizi sociali di Padova accompagnati dallo psichiatra Rubens De Nicola avevano cercato di portare via il bambino dalla casa dei nonni materni e della madre, e la prima volta erano stati i carabinieri ad accompagnarli. A raccontarlo è il nonno materno del bambino. "Appena capito che gli assistenti sociali erano andati lì per lui - dice il nonno - mio nipote si è infilato sotto il letto e c'è rimasto per due ore. Gli assistenti sociali hanno chiesto l'intervento dei carabinieri, ma gli uomini dell'Arma si sono rifiutati di tirare fuori per i piedi il bambino da sotto il letto e dopo essersi consultati con il magistrato, hanno desistito". Gli assistenti sociali si sono ripresentati a casa dei nonni materni una seconda volta il 4 settembre. Questa volta accompagnati dagli agenti di polizia della squadra di tutela dei minori. "E il copione è stato lo stesso - aggiunge l'anziano - mio nipote sotto il letto e noi a cercare di difenderlo come potevamo".

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