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L'area del cantiere di Monselice Uno

L'area del cantiere di Monselice Uno

Boara Pisani, due nuovi centri commerciali: il no di Confesercenti

La conferenza dei servizi della direzione commercio della Regione Veneto ha osteggiato entrambi i progetti presentati da Alì Zanco e Monselice Uno. Concorreranno ancora a dicembre, ma l'azienda monselicense preannuncia querele

Negata l’autorizzazione per l’apertura di due nuovi complessi commerciali concorrenti a Boara Pisani. La conferenza dei servizi, tenutasi ieri alla sede della direzione commercio della Regione Veneto, si è opposta alle richieste delle ditte Alì Zanco Srl di Boara Pisani e Monselice Uno Srl di Monselice, che si contendevano i 4300 metri quadrati della superficie di vendita. Gli spazi disponibili erano gli ultimi concedibili dagli obiettivi di sviluppo della Grande distribuzione organizzata (Gdo) nell’area 7 Este Monselice.

L’ALTRO PROGETTO. La Confesercenti, presente alla discussione a titolo consultivo, ha votato “no” a entrambe le istruttorie considerando le pratiche incomplete e tecnicamente inammissibili. Nel frattempo, sono già state riformulate le domande e a dicembre i soggetti si ritroveranno a Venezia. La Regione, però, sarebbe propensa ad assegnare i metri quadri commerciali all’Alì Zanco. Monselice Uno che ha costruito il complesso di via Colombo investendo 15 milioni di euro rischia di farsi sfuggire l’area residua per il punto vendita. In una nota stampa il gruppo monselicense ha evidenziato che già il 14 novembre scorso, soltanto 7 giorni prima dell’assegnazione, le era stato comunicato che un’altra società era stata giudicata più meritevole.

MINACCIA QUERELE. “Un capannone agroalimentare, privo di parcheggi, servizi e viabilità, in piena campagna nel territorio di Boara Pisani – recita il comunicato – è stato preferito a degli edifici già realizzati con specifica destinazione commerciale e quindi già dotati di tutte le infrastrutture. Si tratta di una scelta che fa e farà molto discutere e che, anche a un non addetto ai lavori, apparirebbe incongrua e difficilmente giustificabile. Se tale scelta dovesse essere confermata, sarà sicuramente fonte di querele in Procura nei confronti di chi ha istruito le pratiche a tempo di record; infatti, ancora a ottobre, il Comune di Boara Pisani non aveva le necessarie autorizzazioni Anas”.

LA RICHIESTA. Confesercenti ha inviato un documento anche ai sindaci dei Comuni di Monselice e Boara Pisani affinché s’impegnino a chiedere una moratoria per il blocco di aperture della Gdo. Finora, l’amministrazione padovana più sensibile all’appello è stata quella di Battaglia Terme.
 

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