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Bovolenta, attivista comitato Aria Pulita "sequestrato e minacciato"

G.T. è stato oggetto di un agguato in stile "mafioso" per intimidirlo e porre un freno rispetto alla tenace caparbietà del comitato locale nel segnalare varie critiche situazioni ambientali, prima fra tutte un impianto di biogas nell'occhio del ciclone per presunte irregolarità

È successo stamani a Bovolenta che un attivista del comitato Aria Pulita sia stato fatto oggetto di un "agguato" in "stile mafioso" e bloccato con la propria auto in una via del paese. Minacciato e preso a male parole, l'attivista si è chiuso in auto e ha chiamato i carabinieri della locale stazione che, intervenuti prontamente, hanno preso coscienza della gravità del fatto ancora in atto. Solo a quel punto, l'attivista G.T. è potuto uscire dal proprio veicolo nel quale si era barricato per difendere la propria incolumità.

In presenza dei militari, i fautori del presunto "sequestro" hanno continuato ad inveire con pesanti minacce del tipo "Ve la faremo pagare" contro G.T. ed un altro attivista, giunto nel frattempo in soccorso del primo ed entrambi componenti del comitato locale, attivo da mesi contro molte situazioni critiche, prime fra tutte un impianto di biogas nell'occhio del ciclone per presunte irregolarità, sia nella gestione e conferimento dei materiali che per il tombamento di un fosso cruciale per l'assetto idrico locale.

L'attivista quindi ha chiesto ad un carabiniere presente di memorizzare e poi verbalizzare le invettive e le minacce espresse in presenza degli stessi militari, al che il graduato ha seccamente risposto "Non prendo ordini da Lei" e, visto che uno degli individui ostili all'attivista continuava a minacciare, sempre il militare avrebbe risposto all'indirizzo del medesimo "e Lei non continui a minacciare in presenza di un pubblico ufficiale".

Gli attimi di panico e tensione sviluppata ha tutti i crismi dell'aggressione al militante di Aria Pulita a Bovolenta, sedata dall'intervento dei militari. È un sintomo sempre più acceso e proporzionale alla aurea negativa intorno a molti impianti di biogas non sempre creati nella trasparenza e nello zelo delle amministrazioni locali accusate spesso di "sviste formali" e "mancati controlli".

L'impegno dei comitati diviene quindi materia scomoda che alza la soglia di rischio sia per gli zelanti attivisti e sia per coloro che si possono essere macchiati di irregolarità. La vicenda ora si sposterà quasi sicuramente nelle sedi giudiziarie dove, peraltro, pende un esposto di un cittadino che ha segnalato varie circostanziate "perplessità" .

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