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Bronchiolite nei neonati, nuova terapia con ossigeno ad alti flussi

Uno studio condotto da ricercatori del dipartimento di Pediatria dell'università di Padova ha utilizzato per la prima volta questa tecnica sui bambini, dimostrando un rapido miglioramento dei pazienti

Una nuova terapia di assistenza respiratoria efficacie nel contrastare la bronchiolite acuta nei neonati e che evita la separazione dai genitori del bambino come avviene quando vi è la necessità di trasferimento in terapia intensiva. Questi i punti di forza della tecnica messa a punto dai ricercatori del dipartimento di Pediatria dell'università di Padova coordinati dal professor Eugenio Baraldi, pubblicata sulla rivista scientifica ''European Journal of Pediatrics'', che ha per la prima volta utilizzato questa terapia nel reparto di pediatria: i bambini trattati con l'ossigeno ad alti flussi hanno dimostrato un rapido miglioramento dell'impegno respiratorio e nessuno ha dovuto essere trasferito in terapia intensiva pediatrica.

OSSIGENOTERAPIA. La bronchiolite acuta è la più frequente infezione delle basse vie respiratorie nel lattante ed è la causa principale di ospedalizzazione sotto l'anno di vita (2-4% di tutti i bambini con picco di ospedalizzazione a 2 mesi di vita). Numerose terapie comunemente utilizzate per il trattamento della bronchiolite non hanno evidenza di efficacia, e il trattamento di supporto (ossigeno e idratazione) è tutt'oggi l'approccio raccomandato da linee guida internazionali. ''L'ossigenoterapia ad alti flussi con ossigeno riscaldato e umidificato - spiega il professor Baraldi - è una nuova modalità di supporto ventilatorio non invasivo per il trattamento dei lattanti con bronchiolite. Abbiamo visto che l'uso di ossigeno ad alti flussi determina un miglioramento rapido dell' ossigenazione del sangue nei lattanti con bronchiolite e riesce ad evitare la necessità di ricorrere alla ventilazione meccanica. Fino ad ora questa tecnica è stata utilizzata solo nelle terapie intensive e mai nei reparti di pediatria''. Studi con questa nuova tecnica di ossigenoterapia utilizzata nei reparti di pediatria sono in corso in Australia e i risultati preliminari confermano quanto dimostrato nello studio pubblicato dalla Pediatria di Padova.

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