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Allarme bruco americano, il Comune ordina ai privati di disinfestare: "Multe ai trasgressori"

L'ordinanza è stata firmata dal sindaco di Cadoneghe, Michele Schiavo, "per prevenire il diffondersi del pericoloso parassita e arginare le eventuali infestazioni"

Allarme infestazione da bruco americano a Cadoneghe. L'amministrazione comunale "constatato il permanere della presenza dell'insetto causata dal permanere delle altre temperature e dalla mancanza di precipitazioni" ha deciso di correre ai ripari, con un'ordinanza, firmata dal sindaco Michele Schiavo, che "ordina a tutti i proprietari di piante attaccate dal bruco americano (Hyphantria Cunea) di provvedere immediatamente, a propria cura e spese, ad una idonea disinfestazione delle piante di proprietà". Ai trasgressioni saranno comminate multe da 25 a 150 euro e, nei loro confronti, potrà essere disposta, quale sanzione accessoria, l'esecuzione di ufficio degli interventi ammessi, con addebito delle relative spese.

I DANNI DA BRUCO AMERICANO. Il bruco americano, specifica il testo dell'ordinanza è, infatti, "estremamente pericoloso per l'estensione dei danni provocati al patrimonio arboreo e arbustivo sia in ambito rurale che urbano e per la sua rapidità di diffusione, rilevato che lo stesso può attaccare circa 200 specie di piante con netta prevalenza per le latifoglie arboree ed arbustive (tra quelle che vengono impiegate nelle alberature ornamentali si ricordano gelso, aceri, platani, tigli, olmi, ippocastani, frassini, pioppi, salici, ecc., ma mai le conifere; fra le piante di interesse agrario si segnalano diversi fruttiferi quali melo, pero, noce, susino, vite)".

IL PRIMO METODO DI DISINFESTAZIONE. Per prevenire il diffondersi del pericoloso parassita e arginare le eventuali infestazioni, a tutela del patrimonio arboreo pubblico e privato, il provvedimento incarica i cittadini interessati a mettere in pratica una delle due modalità di disinfestazione del bruco americano indicate nel dispositivo. Il primo è il metodo della "difesa meccanica": "Dove possibile, tagliare e bruciare i nidi sericei biancastri, non appena le larve hanno iniziato la loro attività trofica (è vietato conferire le ramaglie infestate nei contenitori per il verde); i nidi si presentano normalmente in forma di grosse ragnatele; nel caso le foglie siano secche, probabilmente il nido è già stato abbandonato e si dovrà operare sul resto della pianta. Questa operazione va eseguita a partire dalla metà di maggio per le larve della prima generazione e ripetuta a metà agosto per quelle della seconda generazione".

IL SECONDO METODO DI DISINFESTAZIONE. Il secondo è il metodo della "difesa microbiologica e chimica": "In caso di attacchi estesi, effettuare trattamenti antiparassitari preferibilmente con l'impiego di Bacillus thuringiensis (varietà Kurstaki) allo stadio di larva subito dopo la schiusa (l'insetticida biologico a bassa tossicità, da distribuire all'imbrunire, poiché è sensibile ai raggi solari). Quando la larva super i primi stadi si possono impiegare con buoni risultati i seguenti principi attivi: piretrine naturali, piretroidi in sintesi, diflubenzuron, tebufenozide, teflubenzuron".

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