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Il bruco americano

Il bruco americano

Caldo e niente pioggia, il bruco americano prolifera: dal Comune arriva un'ordinanza

Considerata la rapidità di diffusione del bruco, l'amministrazione chiede uno sforzo anche ai cittadini possessori di giardini e spazi verdi: a tutti si domanda un'adeguata disinfestazione

L’assenza di precipitazioni e il permanere di temperature ampiamente sopra la media del periodo ha favorito in queste ultime settimane la diffusione nel territorio comunale, come in buona parte della provincia, in particolare a Cadoneghe, del bruco americano (Hyphantria Cunea), specie infestante non pericolosa per l’uomo ma estremamente dannosa per il patrimonio arboreo e arbustivo sia in ambito rurale che urbano. Questo parassita può attaccare circa 200 specie di piante con netta prevalenza per le latifoglie arboree e arbustive (come gelso, acero, platano, tiglio, olmo, ippocastano, frassino, pioppo, salice), oltre a piante di interesse agrario quali melo, pero, noce, susino, vite.

IDONEA DISINFESTAZIONE. Considerata la rapidità di diffusione del bruco, il Comune sta provvedendo da tempo a disinfestare le aree e le alberature pubbliche, ma si rende necessario anche il coinvolgimento dei cittadini possessori di giardini e spazi verdi. E quindi, allo scopo di non vanificare gli interventi di disinfestazione e anzi rafforzarne l’efficacia, il sindaco ha emanato un’ordinanza a tutela del patrimonio arboreo, pubblico e privato. Tutti i proprietari di piante attaccate dal bruco americano dovranno provvedere a una idonea disinfestazione. Per l’immediato, in caso di attacchi estesi, dovranno essere utilizzati prodotti per la difesa microbiologica e chimica con antiparassitari che impieghino possibilmente il Bacillus thuringiensis (varietà Kurstaki), insetticida biologico a bassa tossicità, da distribuire all'imbrunire, poiché è sensibile ai raggi solari. In alternativa, si possono impiegare con buoni risultati i seguenti principi attivi: piretrine naturali, piretroidi di sintesi, diflubenzuron, tebufenozide, teflubenzuron.

PREVENZIONE. Consigliata anche la difesa meccanica, che sarà utile anche per la prossima stagione: dove possibile, i nidi sericei (quelli del bruco americano sono di colore biancastro e si presentano normalmente in forma di grosse ragnatele) dovranno essere tagliati e bruciati, non appena le larve hanno iniziato la loro attività trofica. È vietato conferire le ramaglie infestate nei contenitori per il verde. Nel caso le foglie siano secche, probabilmente il nido è già stato abbandonato e si dovrà operare sul resto della pianta. Questa operazione va eseguita a partire dalla metà di maggio per le larve della prima generazione e ripetuta a metà agosto per quelle della seconda generazione.
 

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