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Lotta al bullismo, i poliziotti incontrano le scuole di Agna, Candiana e Correzzola

L'iniziativa nasce all'interno del 2° Reparto Mobile di Padova grazie alla motivazione e competenza di alcuni appartenenti alla polizia di Stato e consulenti che dal 2008 si sono occupati di sviluppare la tematica della prevenzione del fenomeno

Lunedì scorso, nella scuola secondaria di Agna, ha preso avvio il progetto "Smontiamo il bullismo: insieme si può".

IL PROGETTO. Questa iniziativa nasce all’interno del 2° Reparto Mobile di Padova grazie alla motivazione e competenza di alcuni appartenenti alla polizia di Stato e consulenti che dal 2008 si sono occupati di sviluppare la tematica della prevenzione dei fenomeni di bullismo all’interno delle scuole. Il personale della polizia di Stato è stato affiancato dalla psicologa- sicoterapeuta, Silvia Rizzi.

LE SCUOLE. Quest’anno l’iniziativa è rivolta alle classi prime della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Correzzola (sedi di Agna, Correzzola, Candiana) e alle classi quarta e quinta della scuola primaria dell’Istituto comprensivo di Cittadella, sede di Laghi.

GLI INCONTRI. Attraverso la psicomotricità e i role play, gli operatori di polizia e la psicologa metteranno a disposizione degli alunni la propria professionalità. Ogni classe sarà impegnata in un ciclo di tre incontri nei quali con l’attività fisica e il gioco di ruolo si cercherà di lavorare sui temi del rispetto e dell’aiuto reciproco, del sostegno e della partecipazione sociale.

IL RUOLO DEL POLIZIOTTO. "Questo progetto - si legge nella nota diffusa dalla Questura di Padova - è un’occasione per ricordare che tutti gli adulti di riferimento possono fare qualcosa per prevenire e contrastate il bullismo: genitori, insegnanti, allenatori, esperti in dinamiche relazionali. Ogni figura educativa adulta può collaborare per cogliere i segnali sommersi che le nuove generazioni mostrano spesso con un linguaggio poco codificabile. In questo contesto si colloca anche il compito degli agenti di polizia, spesso vissuti solamente come figure da temere. Il poliziotto, e in particolare l’operatore di Reparto Mobile impiegato in situazioni di criticità per l’ordine pubblico, è, per contro, una importante risorsa sociale e un valido interlocutore per tutti i cittadini, anche per i più giovani".

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