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Niqab o non niqab a Noventa, il sindaco interrogato in consiglio

La consigliera Toffanin ha domandato al primo cittadino Bisato che provvedimenti intenda prendere in merito alle donne che indossano il velo islamico per "tranquillizzare i cittadini": "Non sento questo disagio"

Da un lato ci sono la cultura, la religione, le tradizioni. Dall'altro c'è la paura, specialmente dopo i recenti fatti di Parigi. Da un altro ancora c'è la questione della sicurezza. E poi ci sono l'integrazione e la salvaguardia della dignità e del rispetto della donna. È molto delicato l'argomento dell'interrogazione fatta al sindaco di Noventa Padovana, Alessandro Bisato, da Roberta Toffanin, della civica "Noventa volta pagina", nel corso dell'ultimo consiglio comunale: l'esponente di centrodestra ha domandato al primo cittadino di esprimersi in merito alle donne che indossano burqa e niqab.

L'INTERROGAZIONE SUL BURQA. La richiesta della Toffanin, come è lei stessa a chiarire, prende le mosse da una sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, quando il ricorso presentato da una donna per poter indossare il burqa in Francia venne respinto perché la Corte giudicò "legittima" la decisione dello Stato d'oltralpe di vietare il velo islamico per "garantire le condizioni della vita associata". "Il nostro intervento - spiega la consigliera - è stato sollecitato da tanti cittadini, soprattutto alla luce di quanto accaduto in Paesi a noi vicini, che, in merito alla questione, si pongono un problema".

SICUREZZA E INTEGRAIZONE. "La valenza dell'interrogazione è duplice - continua - da un lato c'è il fattore della sicurezza, dall'altro c'è quello dell'integrazione e della dignità. Il velo è una barriera ed è quindi un'ostacolo all'aggregazione e all'interazione sociale. Poi, appunto, c'è anche il problema legato all'ordine pubblico".

"TRANQUILLIZZARE I CITTADINI". La domanda presentata dalla capogruppo di centrodestra al sindaco Bisato riguarda entrambi questi aspetti e vuole definire la politica locale in merito ad una faccenda che - lo specifica la consigliera - si allarga ben oltre i confini di Noventa Padovana. "Noi rispettiamo la religione e il credo di queste persone e non vogliamo creare allarmismi - ci tiene a chiarire la Toffanin - vogliamo solo che il primo cittadino ci dica se ha preso decisioni per tranquillizzare i cittadini, perché un problema comunque c'è e non si può ignorare".

IL SINDACO. "Io ho il massimo rispetto per i credi di ognuno - ci tiene a precisare il sindaco Bisato - inoltre mi sento di dire che non sento questo tipo di allarme sociale". A Noventa Padovana esiste un'associazione culturale islamica. Uno dei casi a cui si è fatto più esplicito riferimento è quello di una madre che accompagna il proprio figlio a scuola indossando il niqab, un velo più coprente degli altri. "In città ho notato una persona, forse due così coperte - ha dichiarato il primo cittadino - non vedo elementi di instabilità o disagio per il velo".

UNICA ECCEZIONE. C'è un caso nel quale il sindaco Bisato, che non ha intenzione di prendere alcun provvedimento per limitare o impedire alle donne l'uso del velo, individua una reale esigenza di scoprire il capo, ed è quello della sicurezza pubblica: "Qualora vigili, polizia, carabinieri avessero la necessità di identificare una persona, allora capisco l'esigenza di chiedere alle donne di togliersi il copricapo, per una questione di legge, perché una persona deve essere riconoscibile, altrimenti non colgo il problema".

IL PARROCO. Tra tutte le posizioni che sono state prese in merito alla questione nel comune di Noventa, "il parere che più rispetto è quello espresso dal parroco - conclude Bisato - bisogna rispettare il credo di ognuno e le tradizioni, altrimenti, come ha detto il sacerdote, come reagiremmo se un giorno chiedessero alle suore di togliersi il velo?".  

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