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Primario veneto chiede una bustarella per saltare la lista d'attesa, il video alla Rai

Lo scandalo parte da un servizio della trasmissione Petrolio su RaiUno. La dura reazione di Luca Zaia: "Una mela marcia, va punita"

Bufera nella sanità veneta: un servizio televisivo di Laura Biagiotti per la trasmissione "Petrolio" di RaiUno getta ombre sui reparti di Ginecologia e ostetricia. La giornalista, attraverso telecamere nascoste, ha filmato la conversazione tra lei e un primario veneto. Dopo aver chiesto un appuntamento per un intervento di chiusura delle tube, il medico le avrebbe proposto di saltare la lista d'attesa in cambio di una bustarella da 2mila euro. La vicenda è stata ripresa in un articolo del Corriere della Sera, sabato sera il servizio televisivo integrale viene trasmesso su RaiUno.

LA REAZIONE.

“Leggo sul Corriere della Sera, in un articolo a firma Gian Antonio Stella, due notizie che, per l’autorevolezza della fonte, non dubito corrispondano al vero e che gettano non soltanto pessima luce sull’immagine di un servizio sanitario, come quello veneto, in cui efficienza e rigore ho sempre preteso siano norma e prassi, ma integrano anche un danno patrimoniale”. Lo dichiara il Presidente del Veneto in merito a un articolo del quotidiano milanese in cui - citando un’inchiesta televisiva - si descrivono due episodi a danno di pazienti avvenuti in presidi sanitari della regione. “Mi pare che quanto riferito nell’articolo sia più che sufficiente per consentire alla Regione del Veneto, di cui devo tutelare in ogni sede l’interesse, di presentare alla Magistratura inquirente un esposto-denuncia sui fatti - aggiunge il Presidente del Veneto - documento che verrà poi integrato con quanto emergerà ulteriormente dalla trasmissione televisiva, il cui contenuto mi auguro venga al più presto consegnato alla competente giurisdizione”. “È assolutamente inaccettabile che una o due mele marce vanifichino l’ottimo e faticoso impegno quotidiano di decine di migliaia di operatori che lavorano in silenzio con professionalità e competenza - conclude il Presidente - consentendo al sistema sanitario veneto di essere ai primi posti in tutte le classifiche. Per questo, quando qualcuno sbaglia, deve essere identificato e punito”.

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