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Il materiale sequestrato

Il materiale sequestrato

Caccia uccelli protetti con le reti Una denuncia a San Pietro in Gu

La polizia provinciale ha scoperto l'attività di un 50enne accusato di uccellagione a mezzo di reti, uso del richiamo elettroacustico, detenzione e cattura fuori legge di volatili appartenenti a specie protette

Aveva messo in piedi un vero e proprio impianto per la cattura di uccelli protetti, un cacciatore 50enne di San Pietro in Gu, nel Padovano, è stato denunciato dalla polizia provinciale di Padova.

LE VIOLAZIONI. Uccellagione a mezzo di reti, uso del richiamo elettroacustico, detenzione e cattura illecita di volatili appartenenti a specie protette e non cacciabili sono le accuse formulate nella denuncia penale scattata nei confronti dell'uomo dopo essere stato colto in flagrante e condotto al comando della polizia provinciale. Da una successiva perquisizione nell'abitazione del bracconiere, gli agenti hanno rinvenuto 5 reti con maglia finissima per intrappolare i volatili. Le reti, di una lunghezza variabile tra i 10 ed i 16 metri e alte oltre 2 metri, erano state posizionate in modo tale da formare uno sbarramento per oltre 50 metri. Il bracconiere utilizzava anche un richiamo elettroacustico per riprodurre, in continuazione, il canto degli uccelli così da attirarli più facilmente nella trappola costruita con le reti. Oltre a queste, al richiamo e alle batterie, sono stati sequestrati numerosi esemplari di passerotti, pettirossi, peppole, fringuelli, luì, zigoli ed altre specie già catturati dallo stesso bracconiere e detenuti illegalmente. Alcuni volatili sono stati liberati immediatamente, altri invece, oggetto di sequestro penale,  sono stati affidati in custodia al Centro di Recupero per la Fauna Selvatica di Villafranca Padovana gestito dall'Associazione “Il Gheppio”.

retiIL COMMENTO. "Quest’operazione - ha detto l’assessore alla polizia provinciale Enrico Pavanetto - dimostra ancora una volta che i nostri agenti riescono a svolgere un’attività davvero incisiva che sta producendo risultati importanti. Mi auguro che tutte le situazioni di illegalità accertate fino ad oggi siano solo casi isolati, anche se devo evidenziare che i numeri di quest’anno ci impongono di mantenere alto il livello della vigilanza". "È stata un'operazione notevolmente delicata - ha dichiarato il comandante della Polizia provinciale Cino Augusto Cecchini - abbiamo eseguito una perquisizione in flagranza di reato che ci ha permesso di dare un segnale a coloro che catturano illecitamente la fauna selvatica. Era difficile notare il posizionamento delle reti perché nascoste dall'abitazione, tuttavia il nostro personale ha dimostrato competenza e tempestività nell'intervento”.

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