Giallo del cadavere affiorato sabato dal Brenta: confermata la morte per annegamento

Dopo l'esame autoptico si cerca di dare un nome attraverso le impronte digitali alla persona venuta a galla dal fiume sabato scorso. Non vi sono segni di violenza, aumenta il mistero

Non ha ancora un nome il cadavere ritrovato sabato scorso sulle rive del fiume Brenta all’altezza di Torre. Attorno alle 11 un passante aveva notato il corpo galleggiare e ha dato l’allarme. Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia, insieme alla squadra mobile e alla scientifica.

Autopsia

L’autopsia a cui è stato sottoposto il cadavere ha confermato la prima tesi del medico legale: la persona è morta per annegamento e sarebbe rimasta in acqua almeno 72 ore. Gli esami non hanno mostrato segni di violenza e ora si sta cercando di prendere il calco delle impronte digitali per verificare se l’uomo, apparentemente sulla 40ina e di carnagione chiara, fosse nei database delle forze dell’ordine. L’ipotesi più probabile resta quella di un suicidio o di un tragico incidente, anche se la persona potrebbe essere finita in acqua perché spinta. Il giallo continua, nessuno finora ha denunciato la scomparsa di qualcuno che possa avere le sue sembianze. Il corpo era stato ritrovato senza documenti, vestito con pantaloni e camicia.

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