Cronaca

Cadoneghe, danni da allagamenti: il Comune convoca le parti

I cittadini sono stati coinvolti per evidenziare le modalità corrette con le quali segnalare ad Etra, con documentazione fotografica, i danni subiti. Ora si tratta di stabilire quali responsabilità ci siano davvero da parte degli enti gestori

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Martedì e mercoledì scorsi, in due successivi incontri, il Comune di Cadoneghe ha convocato presso la Sala consiliare le parti coinvolte negli allagamenti causati dal fortunale abbattutosi sul territorio il 21 maggio scorso. Ai due incontri sono intervenuti in tutto una novantina di cittadini, che si sono confrontati con le controparti, Etra Spa e il consorzio di bonifica Acque Risorgive. Al centro della discussione la possibilità di ottenere risarcimenti per i danni causati dall’esondazione avvenuta in più punti del paese.

«Abbiamo convocato le parti per farci promotori di un confronto aperto e civile. Ci siamo resi parte attiva fra i cittadini danneggiati e gli enti gestori del ciclo delle acque superficiali e di fognatura – spiega il sindaco Mirco Gastaldon –, pur non essendo l’Amministrazione comunale parte in causa nella gestione dei due sistemi. Come deve essere infatti noto il Comune non gestisce alcun impianto di sollevamento né le pompe idrauliche, perché questi sono in carico a Etra mediante convenzione. L’ente gestore ha dichiarato che a tutt’oggi non vi è evidenza tecnica di una loro responsabilità diretta ma che le verifiche non sono ancora terminate. Gli accertamenti hanno comunque evidenziato l’eccezionalità dell’evento piovoso: ricordiamo che secondo i dati forniti da Arpav si parla di oltre 17 centimetri d’acqua calati in 16 ore. Detto questo, i cittadini sono stati coinvolti per evidenziare le modalità corrette con le quali segnalare ad Etra, con documentazione fotografica, i danni subiti. Ora si tratta di stabilire quali responsabilità ci siano davvero da parte degli enti gestori. Speriamo che si giunga presto a una conclusione in quanto non è accettabile attendere tempi ancor più lunghi comprendendo il disagio ed il disappunto di alcuni cittadini coinvolti. Purtroppo – e questo non facilita l’iter degli accertamenti – c’è qualche segnalazione non chiara o evidentemente non legata agli eventi del 21 maggio, segno questo che la cautela deve comunque essere massima».

Il sindaco ricorda poi come il sistema idraulico del territorio sia particolarmente fragile e complesso: «Cadoneghe non è un’isola e affinché tutto funzioni anche in presenza di “anomalie” meteorologiche occorre che anche i territori e gli enti contermini facciano il loro dovere in termini di raccolta e regimazione di acque nere e bianche. A monte di Cadoneghe, in alcuni Comuni dell’Alta padovana la rete fognaria è mista, e quindi quando arrivano forti piogge le acque arrivano da noi senza controllo e i tombini esplodono in quanto la rete fognaria recapita al depuratore ubicato a Cadoneghe e che serve 65.000 abitanti equivalenti. Le fogne si riempiono d’acqua e a Cadoneghe si riversa anche lo sporco delle fognature. Le ondate d’acqua che si riversano su Cadoneghe sono impressionanti. Il sistema ha una tenuta limitata ed ogni potenziamento ha costi elevati ai quali non ci sottraiamo in quanto nostra responsabilità è la progettazione e l’individuazione delle possibili soluzioni e con grande sacrificio economico realizzeremo ulteriori opere idrauliche. Lo abbiamo chiesto e continueremo a chiederlo: Etra e il Consorzio acque risorgive devono fare la loro parte in termini di vigilanza e di investimenti. Occorre bloccare i sistemi di sollevamento a monte, applicare valvole di intercettazione e chiusura della condotta fognaria, allargare gli scoli consortili».

Gastaldon conclude: «Il Comune come sempre fa la sua parte. Abbiamo previsto la costruzione di nuovi scoli, nel nuovo Piano Regolatore vengono individuate previsioni per fossati che aumentino la capacità di deflusso delle acque piovane e nel contempo vietati gli interrati con accesso dall’esterno per evitare la conta di danni futuri. Si tratta di opere già progettate e finanziate, ma spesso i privati (quelli non danneggiati da allagamenti…) oltre agli enti pubblici coinvolti creano infiniti rallentamenti (si veda le opere già avviate per l’allargamento dell’SP34, i bacino nella rotatoria posta sotto la 308, il collegamento del rio Franceschina con il Bagnoletti solo per fare degli esempi). Nel frattempo il sistema rimane fragile e per questo la collaborazione tra enti e cittadini deve migliorare: pulizia di caditoie, segnalazioni di incurie e mantenimento in funzione degli scoli pubblici e privati devono essere fronti di impegno comune. Un sistema complesso deve essere vigilato da tutti gli attori coinvolti per non dovere poi rincorrere negligenze. Appena avremo i dati ufficiali di Etra non mancheremo di coinvolgere nuovamente i cittadini nella speranza di poterli ristorare almeno parzialmente dei danni subiti. Nel frattempo Etra ha compiuto a sue spese interventi di sanificazione e di piccoli lavori in oltre 100 garage-interrati. A seguito di segnalazioni ad Etra e Comune continueranno questi interventi».

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