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Caldo "mortale" con 45° in casa Pronto soccorso preso d'assalto

Ancora decessi nel Padovano, in città e provincia, collegati alla straordinaria ondata di calore. Due le morti registrate nelle ultime ore nel capoluogo, uno anche a Selvazzano. Boom di interventi del Suem 118

La straordinaria ondata di calore che sta colpendo tutta Italia continua a mietere vittime nel Padovano.

ANZIANO CON 45 GRADI IN CASA. Un 83enne, residente in città, è stato rinvenuto morto nella sua abitazione, resa un forno - 45 i gradi misurati all'interno all'arrivo dei soccorsi - dalle alte temperature di queste ore. L’uomo si presentava gravemente disidratato, con una temperatura corporea di 41 gradi, e l’ambiente chiuso privo di climatizzazione gli sarebbe stato fatale.

MORTO AL SOLE. Sempre in città, nel tardo pomeriggio di martedì, un uomo di mezza età, cardiopatico, dopo aver assunto dell'alcol ed essersi addormentato al sole in un parco cittadino, è stato trovato privo di vita.

MALATA DI CUORE. In provincia, in via Spalato a Selvazzano, alle 9.10 di mercoledì mattina, è stata trovata morta nella sua abitazione Lucia Levi, 81enne malata di cuore.

PRONTO SOCCORSO PRESO D'ASSALTO. Da luglio si è registrato un incremento di accessi al pronto soccorso dell'ospedale di Padova del 10%. Si tratta di circa 25 persone (su una media di 240) che si rivolgono ogni giorno ai medici per problemi legati al caldo. Solo negli ultimi due giorni il picco di afa ha visto l'accesso al pronto soccorso di 80 persone per questioni legate al caldo: problemi che riguardano l'apparato respiratorio, patologie croniche o bronchiti dovute all'utilizzo dell'aria condizionata. In merito poi alle presunte "morti per il caldo", Daniele Donato, direttore sanitario dell'azienda ospedaliera di Padova ha precisato che "il caldo può uccidere, ma non abbiamo ancora registrato casi di ipertermia, possiamo dire che il caldo è un fattore sicuramente di rischio nel momento in cui ci siano altre patologie, cardiopatie, ipertensione o altro".

UN PAZIENTE GRAVE A PADOVA. I numeri diffusi mercoledì dal Creu (Coordinamento regionale urgenza emergenza) del 118 parlano, da sabato scorso, di circa 800 interventi al giorno per patologie non traumatiche connesse alla situazione in atto. L’incremento delle richieste d’intervento da parte del 118 è iniziato da lunedì 13 luglio con un aumento del 10% della media giornaliera rispetto al 2014, arrivato al 40% nelle giornate di sabato, domenica e lunedì. Gli accessi ai pronto soccorso degli ospedali sono aumentati tra il 5 e il 20%, ma con una forte crescita dei sintomi legati a disidratazione e astenia. Quattro casi gravi sono attualmente ricoverati a Verona (due pazienti), a Padova e a Treviso.

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