Comune dà il via agli sgomberi nei 12 campi nomadi abusivi a Padova

Dodici insediamenti irregolari in città. Un'ordinanza ordina l'abbattimento delle strutture non a norma entro 90 giorni altrimenti i terreni saranno acquisiti a patrimonio pubblico. Fabrizio Boron: "Ripristinare la legalità"

Baracche, tettoie, accampamenti di fortuna, tutto su terreni privati, tutto abusivo. Sono dodici i campi nomadi individuati a Padova dal censimento voluto dall'amministrazione comunale. È il caso, ad esempio, dell'insediamento di via Chiesanuova, il primo a finire nel mirino dell'assessore all'Edilizia privata, Fabrizio Boron; ma anche di quello in via Bassette a Mortise. Fuori dalla conta, invece, il campo nomadi di via Longhin, autorizzato e su suolo pubblico.

SGOMBERI. “A Padova abbiamo censito 12 siti in aree private, destinati ad insediamento di nomadi, sui quali insistono strutture in muratura, baracche e talvolta anche edifici di pregio architettonico, costruiti senza alcun permesso edilizio, da ritenersi quindi del tutto abusivi – specifica l'assessore Boron - vogliamo dare una risposta di legalità ai tanti padovani onesti che pagano le tasse, rispettano la legge e devono poter credere nelle Istituzioni".

SGOMBERO. Il settore edilizia un'ordinanza che intima lo sgombero e l'abbattimento delle costruzioni abusive entro 90 giorni "limitatamente ad uno di questi siti, in via Chiesanuova, al civico 254". Termine ultimo oltre il quale il Comune sarà autorizzato ad acquisire il terreno privato a patrimonio pubblico e a provvedere in maniera autonoma alla demolizione delle edificazioni non autorizzate. Si tratta di un "'abuso totale' - ha sottolineato l'assessore - in quanto il proprietario risulta privo di permesso di costruire e l'edificio sorge vicino alla fascia arginale del Brentella, in assenza di parere del Genio civile e di autorizzazione paesaggistica. In questo senso l'ordinanza di demolizione è obbligata, non esistendo alcuna possibilità di rendere l'abuso conforme alle norme, anche qualora giungesse una eventuale richiesta di sanatoria. A questa prima operazione di notifica - aggiunge - ne seguiranno altre: le regole valgono per tutti".

 

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