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Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri

Caso Cancellieri: "Intervenuta anche per un carcerato padovano"

Così il ministro della Giustizia a una conferenza stampa a Strasburgo, riferendosi agli interventi per detenuti a rischio. La direttrice della rivista del Due Palazzi: "No a Stato compassionevole, serve una task force"

"In tre mesi ci sono stati 110 interventi. Una cinquantina sono della segreteria, altri miei personali. Ricordo uno di Padova, uno di Siracusa, uno di Roma, non ricorso i loro nomi. Noi abbiamo una struttura molto seria: so che fanno solo quello che è giusto fare", in piena bufera dopo il caso Ligresti, il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri lunedì nel corso di una conferenza stampa a Strasburgo, riferendosi agli interventi per detenuti a rischio, ha citato anche il caso di un detenuto padovano. Non è chiaro chi sarebbe stato il destinatario di questo intervento, dal Due Palazzi sono stati diversi i detenuti che hanno tentato di richiamare l'attenzione delle istituzioni, dall'ergastolano Carmelo Musumeci, che dopo un lungo percorso di rieducazione ha chiesto più volte di essere "declassificato" ad un regime di pena meno rigido, al bibliotecario del penitenziario padovano Stefano Carnaroli, che a luglio ottenne di tornare al Due Palazzi dopo essere stato trasferito a Cremona. Intanto il ministro Cancellieri è attesa oggi, martedì, alle 16 in Senato e alle 17.30 alla Camera, per riferire in merito alla sua posizione sul caso Ligresti.

"LA COMPASSIONE NON BASTA". Intanto sulla vicenda è intervenuta con un lungo comunicato anche la direttrice della rivista "Ristretti orizzonti" del carcere di Padova, Ornella Favero. "Noi non abbiamo niente contro la Cancellieri, per quanto ci riguarda è il miglior ministro della Giustizia che abbiamo avuto finora, ma la vicenda Ligresti non è che l'ennesima conferma che siamo di fronte a uno sistema che non è in grado di tutelare i diritti dei detenuti. Non vogliamo uno Stato compassionevole, vogliamo l'istituzione di una task force e di un garante" ha dichiarato la Favero. "Questa questione però non riguarda solo la vicenda del ministro, e neppure solo l'ambito della Giustizia - scrive la direttrice di Ristretti orizzonti - ma è l'essenza dei disastri del nostro Paese, del senso di frustrazione dei cittadini che non hanno i numeri di telefono di quelli "che contano", della fatica che si fa per veder tutelato un proprio diritto: se non conosci le "persone giuste", se non hai qualche aggancio nel mondo dell'informazione, se non hai la forza della disperazione che ha tenuto in piedi una come Ilaria Cucchi, non riesci in alcun modo a veder rispettati i tuoi diritti". Infine la Favero si rivolge direttamente alla Cancellieri: "Gentile Ministro, a noi lei sembra una persona sensibile, non ci interessa per niente criticarla per quella telefonata, ma non ci basta la compassione e la pietà per chi vive nelle condizioni disumane delle nostre galere, è troppo poco, vogliamo che qualcosa cambi, e ci sono tante cose che Lei sta faticosamente cercando di cambiare, ma ce ne sono altrettante, e di questo vorremmo parlare, che possono cambiare da subito senza aspettare che cambino le leggi".

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