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Cancro alla prostata, a Monselice la termoablazione a ultrasuoni col "focal one"

Trattamenti non chirurgici, focali, robotizzati ad altissima precisione, anestesia loco regionale, degenza breve. Approccio poco invasivo e più rispettoso dell’integrità biologica dell’uomo. Operati i primi tre pazienti. Il Dg Scibetta: "Promuoviamo innovazione tecnologica a favore del benessere del paziente"

Il cancro della prostata è una patologia che si colloca ai primi posti per prevalenza di neoplasia nel maschio adulto e la sua incidenza è in crescita per via della correlazione con l’aumento dell’età media della popolazione. I trattamenti oggi esistenti sono sostanzialmente di due tipi, chirurgici (prostatectomia radicale a cielo aperto, laparoscopica tradizionale o robotica) e non chirurgici (radioterapia, ormonoterapia, chemioterapia). La scelta è soggetta a vari fattori fra cui lo stadio della malattia, il grado di malignità, l’età e stato di salute del paziente, la presenza di comorbidità. 

LA TECNOLOGIA

La neoplasia è da anni all’attenzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a causa dell’elevato livello di “over-treatment” (livello eccessivo di trattamento) che si riscontra senza che questo sia bilanciato da migliori risultati clinici o da migliore qualità di vita dei pazienti. Nel tentativo di individuare nuovi approcci terapeutici meno invasivi e rispettosi dell’integrità biologica degli assistiti, che comunque garantiscano risultati oncologici validi, secondo le raccomandazioni dell’OMS la ricerca clinica ha da anni indirizzato i propri sforzi verso i trattamenti focali, cioè strettamente limitati alla zona di tessuto malato, salvaguardando tutto il resto. La tecnica più promettente oggi disponibile per il trattamento focale non chirurgico del cancro della prostata è rappresentata dalla tecnologia di termoablazione robotizzata HIFU - (High Intensity Focused Ultrasound, ultrasuoni focalizzati ad alta intensità) – utilizzata da tempo nel reparto di Urologia dell’Ospedale di Monselice e con la quale sono stati eseguiti circa 300 trattamenti. Da questa esperienza emerge la validità terapeutica della tecnica HIFU per quanto riguarda sicurezza, efficacia e durata dei risultati. Di recente è stato introdotto un nuovo modello di apparecchiatura HIFU, il più moderno e all’avanguardia oggi disponibile per il trattamento del cancro della prostata, con termoablazione ad ultrasuoni, denominato “Focal One”, che è stato utilizzato oggi, tra i primi in Italia, all’ospedale di Monselice con tre sedute interventive programmate su altrettanti pazienti.

INNOVAZIONE TECNOLOGICA

“Promuoviamo ancora una volta l’innovazione tecnologica, in particolare – commenta il Direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, dr. Domenico Scibetta - quei trattamenti che riducono in maniera significativa effetti collaterali invalidanti, come per la prostata. Siamo molto favorevoli a questo tipo di novità che, oltre a contribuire in modo importante a diminuire le complicanze, riducono il disagio per il paziente e ne velocizzano i tempi di ripresa”. “Il “Focal One” – spiega il dottor Antonino Calabrò, direttore dell’Unità operativa complessa di Urologia - è appositamente progettato per l’effettuazione di trattamenti focali robotizzati della neoplasia prostatica oltre che di trattamenti radicali, essendo dotato di strumentazione integrata in grado di offrire risultati oncologici confrontabili rispetto alle tecniche tradizionali con effetti collaterali inferiori rispetto alle tecniche chirurgiche e non chirurgiche consolidate, per il mantenimento di una migliore qualità di vita per i pazienti offrendo una valida opzione terapeutica disponibile anche a costi inferiori rispetto ad altre metodiche. La nuova apparecchiatura permette di effettuare la pianificazione del trattamento dei volumi di tessuto prostatico in modo preciso e flessibile, tramite la semplice marcatura elettronica del profilo dell’area selezionata (terapia focale), dell’intera prostata (ablazione completa) o di un solo lobo (emiablazione), al fine di consentire al sistema robotico di calcolare automaticamente il numero e la posizione delle aree di trattamento necessarie a coprire le singole aree mirate, l’intera prostata o un suo lobo”.

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