Per sensibilizzare sul cancro infantile: 300 palloncini gialli liberati alla Città della Speranza

Un gesto voluto e compiuto da Fondazione Città della Speranza e Istituto di Ricerca Pediatrica per ibadire il ruolo fondamentale della ricerca scientifica nell’individuare cure più mirate per quel 20% circa di pazienti che ancora non riesce a sopravvivere a forme aggressive e rare di tumore

Il momento in cui vengono liberati i 300 palloncini gialli

Ribadire il ruolo fondamentale della ricerca scientifica nell’individuare cure più mirate per quel 20% circa di pazienti che ancora non riesce a sopravvivere a forme aggressive e rare di tumore: con questo obiettivo Fondazione Città della Speranza e Istituto di Ricerca Pediatrica (Irp) hanno voluto celebrare venerdì 15 febbraio la Giornata internazionale contro il cancro infantile, lanciando in cielo circa 300 palloncini gialli, ecologici e biodegradabili.

Lancio Palloncini Città Speranza 2-2

L'iniziativa

Protagonisti di questa importante azione di sensibilizzazione, tenutasi nel cortile antistante la Torre, sono stati gli stessi ricercatori di Irp che, per l’occasione, si sono disposti in modo tale da formare il nastro simbolo della lotta contro le malattie gravi. Come da tradizione, inoltre, con il calare del sole la stessa Torre sarà illuminata di giallo. Iniziative analoghe sono state attivate anche da alcuni Comuni gemellati con Città della Speranza, come Venezia, che darà luce alla facciata della sede di Ca’ Farsetti, e Jesolo che, fino a domenica, farà altrettanto con la Biblioteca Civica e l’insegna Jesolo di piazza Drago.

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Il cancro infantile

In Italia, ogni anno, vengono diagnosticati circa 1400 casi di tumore in pazienti fino ai 14 anni, e circa 600 negli adolescenti tra i 15 e i 19 anni. I tassi di sopravvivenza, a cinque anni dalla diagnosi, sono confortanti: raggiungono l’80%. Un risultato a cui ha contribuito anche Città della Speranza che, alla sua nascita nel 1994, vedeva guarire appena il 30% dei pazienti. Oggi il suo operato si concentra verso quel 20% che ancora non ce la fa, perché il suo obiettivo è arrivare al 100% di guarigione. Di qui lo scopo di Irp, il più grande centro di ricerca europeo in questo ambito: trattare le patologie pediatriche sotto differenti aspetti per moltiplicare le possibilità di successo in termini di nuove scoperte. Le principali aree di ricerca sono: oncologia pediatrica, trapianto di cellule staminali e terapia genica; medicina rigenerativa; nanomedicina; genetica e malattie rare; medicina predittiva; immunologia e neuroimmunologia. Nei laboratori di IRP, grazie allo stretto lavoro condotto con la Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova, sono stati elaborati protocolli di cura adottati in 51 Paesi. Tra i recenti successi (giugno 2018) destinati a cambiare gli standard di cura in Europa e nel mondo dopo oltre 30 anni - secondo l’American Society of Clinical Oncology (Asco) - vi è lo studio sul rabdomiosarcoma, un tumore raro di origine muscolare (rappresenta il 4% di tutti i tumori infantili). Dopo dieci anni di ricerche sostenute da Città della Speranza, è stata individuata una nuova strategia terapeutica che, a distanza di cinque anni dalla diagnosi, aumenta il tasso di sopravvivenza del 13%, facendolo passare dal 73,7% all'86,5%. Affinché la ricerca abbia una forte ricaduta sulla prevenzione, diagnosi e cura delle patologie pediatriche, la Fondazione ha stanziato 2 milioni di euro per 13 progetti di ricerca di eccellenza, avviati a gennaio, che saranno sviluppati entro la fine del 2020.

Lancio Palloncini Città Speranza 3-2

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