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Una foto di Mina dalla pagina Facebook "Io Sto Con Mina"

Una foto di Mina dalla pagina Facebook "Io Sto Con Mina"

Mina, "sfruttata per fare cuccioli e data via con due feti morti da giorni nella pancia"

È la storia di un'ex fattrice di razza Cavalier King Charles, arrivata a Selvazzano Dentro 4 mesi fa e morta sabato scorso. Per ricordarla, è nata la pagina Facebook "Io sto con Mina"

Per raccontare la triste storia di Mina, un'ex fattrice di razza Cavalier King Charles, salvata da un allevamento con due cuccioli morti nella pancia, esiste una pagina su Facebook. È un modo, così hanno voluto Sabrina e sua figlia Martina, per non dimenticare la loro cagnolina, morta improvvisamente sabato scorso, ma è anche un mezzo per denunciare il destino di molti animali di razza, "spremuti" per fare cuccioli, come se questa fosse la loro sola ragione di esistere.  

#IOSTOCONMINA. Mina era arrivata a Selvazzano Dentro quattro mesi fa. Madre e figlia l'avevano accolta in casa loro, occupandosi - a proprie spese - di tutte le cure di cui necessitava l'animale. Quattro mesi di farmaci, trasfusioni, prelievi, dovuti ad una forte anemia emolitica provocata da un'infezione nell'utero. Perché - come racconta la pagina "Io sto con Mina" - al momento della consegna, la cagnolina era incinta di due cuccioli, entrambi morti.

"AVEVA DUE CUCCIOLI MORTI NELLA PANCIA". "L'allevatore me l'ha consegnata dicendomi che si era accorto solo il giorno prima che la piccola fosse gravida e che solo il giorno prima tramite ecografia si era accorto che i cuccioli erano morti - racconta Sabrina - ma la gravidanza era quasi a termine, Mina tempo una settimana avrebbe partorito. La piccola aveva due cuccioli morti in pancia in avanzato stato di decomposizione, ho l'ecografia - continua - lasciati lì per giorni e giorni e che le hanno ovviamente creato una gravissima infezione. Era in fin di vita". Per quattro mesi, Sabrina e Martina si sono prese cura di Mina, ma il suo corpo, purtroppo, non ha retto e sabato il suo cuore ha smesso di battere.

UN "SIMBOLO" DELLO SFRUTTAMENTO. "Mina non è una cagnolina qualunque, è una guerriera - si legge sulla pagina Facebook creata in suo onore - e come ogni guerriera merita rispetto. La sua storia diventerà l'emblema delle sofferenze che l'uomo troppo spesso esercita sugli animali. La sua morte non sarà vana, lotteremo affinché queste ingiustizie non accadano più".

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