Stretta da Roma sui cannabis shop: sequestrati i campioni di marijuana

Dieci negozi del comune di Padova che commerciano prodotti a base di canapa sono stati controllati giovedì dalle forze dell'ordine. Giordani: «Bisogna operare rispettando le leggi»

Polizia e carabinieri nel corso dei controlli

Polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale si sono presentati giovedì mattina in dieci cannabis shop del capoluogo. Il giro di controlli è stato coordinato dal prefetto Renato Franceschelli su mandato del ministero dell'Interno.

I controlli

Si tratta di raccogliere campioni dei derivati della marijuana messi in vendita, per verificare che il principio attivo in essi contenuto rientri nei parametri concessi dalla legge. Legge che negli ultimi tempi ha creato un vero e proprio polverone, con Salvini che aveva dichiarato di voler chiudere tutti i cannabis shop paragonandoli a covi di spaccio. In Italia è attualmente commercializzabile la canapa che abbia Thc (il principio attivo che dà l'effetto psicotropo) inferiore allo 0,6%, la cosiddetta "cannabis light". Nonostante la stretta del Viminale le verifiche valuteranno quindi il rispetto di tale parametro (regolamentato dalla legge del 2016).

I primi risultati

Tre i negozi padovani controllati dalla polizia, due in centro storico e uno a Chiesanuova. I campioni di infiorescenze sequestrati hanno subito una prima analisi da parte della polizia scientifica, che per tutti ha trovato tracce di stupefacente. Stessa situazione per in negozio di via Dante ispezionato dai carabinieri del Norm, che hanno sequstrato 307 bustine di cannabis essiccata e resina oltre a 22 confezioni di semi di canapa e 29 di olio. Che le sostanze contengano dello stupefacente è un risultato piuttosto scontato, che richiedere ulteriori approfondimenti per valutarne la composizione. Il materiale è quindi stato messo a disposizione dell'autorità giudiziaria per altre analisi specialistiche.

Il sindaco

Sul caso è intervenuto il sindaco Sergio Giordani, che si è detto tranquillo anche per le sorti dei commercianti proprietari dei cannabis shop. «Si tratta si semplici controlli imposti da Roma che effettuiamo anche in città. Nessun negozio ha chiuso, perciò se tutti rispettano le regole non ci sarà alcuna conseguenza negativa» ha commentato.

L'assessore Bressa

Sfavorevole all'iniziativa è l'assessore al Commercio, Antonio Bressa: «A fronte della sentenza della Cassazione che a gennaio ha stabilito che vendere la cannabis light è illegale, si sta purtroppo abbattendo una scure su questo settore. Non è ammissibile che su un settore del commercio in crescita si abbatta una scure di ostracismo simile». «I cannabis shop hanno segnato l'apertura di alcuni negozi del centro, hanno portato occupazione, la criminalizzazione è inaccettabile» ha commentato l'assessore «Siamo dispiaciuti e staremo accanto ai commercianti, che invitiamo alla cautela. Auspichiamo una revisione delle norme in materia».

Il prefetto

«Sono controlli di routine per vedere che tipo di prodotti vengono venduti e se c’è qualcosa di strano. Nel caso si verifichi qualche anomalia, come succede per qualsiasi attività commerciale, si prendono dei provvedimenti». Al prefetto facciamo notare che però un’azione congiunta e contemporanea in tutti i negozi che trattano questi prodotti non può essere casuale: «Non è una iniziativa di Padova. C’è stata una direttiva e noi seguiamo le direttive che ci dà il Ministero. Lo si fa in tutta la provincia, non solo nel capoluogo». La prefettura ha chiesto a tutti i Comuni di segnalare dove sono presenti questi negozi, i cosiddetti cannabis shop. «Questo tipo di controlli - spiega il prefetto - si stanno facendo in tutta Italia. Quindi non creiamo un caso dove non c’è».

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