Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Saonara

Turetta isolato nel carcere di Halle, dalle indagini emerge un secondo testimone

Sarebbero due i testimoni che hanno assistito alle aggressioni di Turetta ai danni della vittima. Inoltre un esploratore avrebbe notato la sua auto sopra il lago di Misurina a una quindicina di minuti di strada dal distributore dove l'omicida ha fatto rifornimento usando banconote sporche del sangue di Giulia

Filippo Turetta si troverebbe in una cella da solo, secondo quanto appreso dall’Ansa si tratterebbe di una modalità di detenzione consueta per i detenuti in custodia cautelare nella prigione di Halle, in Germania. Costruito nel 1842, durante il regime nazista "ospitava" soprattutto tedeschi condannati per motivi politici o prigionieri di guerra. Fino a qui quanto si sa dell'omicida di Giulia Cecchettin che sarà estradato in Italia una volta assolte tutte le pratiche burocratiche. 

Leggendo l'ordinanza della giudice si evince che sarebbero due i testimoni che hanno assistito alle aggressioni di Turetta ai danni della ragazza. Del primo si sapeva, il vicino di casa della famiglia Cecchettin che li aveva visti pur non riconoscendoli. Il secondo si tratterebbe di un addetto alla sorveglianza dello stesso stabilimento Dior: avrebbe assistito alla scena da dentro la guardiola, presidiata tutte le notti dalla sicurezza. Sarebbe stato proprio l’addetto alla sorveglianza di turno in quelle ore a riferire ai carabinieri che Giulia urlava «mi fai male». Come sia andata poi, quella maledetta notte, non è più un mistero. 

Questa la ricostruzione degli inquirenti. Intorno alle 18 di sabato 11 novembre Filippo passa a prendere Giulia a casa e insieme vanno al centro commerciale di Marghera dove cenano. Intorno alle 23,18 la Fiat Grande Punto nera di Filippo arriva nel parcheggio dell'asilo di viale Aldo Moro, vicino casa di Giulia. C'è la prima lite e le vengono inferte le prime ferite. A terra i carabinieri trovano macchie di sangue e un coltello da cucina spezzato. Saranno le analisi a dire se è quello che ha colpito la ragazza. Un residente sente una voce femminile urlare e chiedere aiuto. Turetta porta Giulia nella zona industriale di Fossò. Sono le 23.29. La studentessa riesce a uscire dall'auto e a scappare, ma l'ex fidanzato la insegue e la raggiunge. In questo caso nessun testimone, ma le telecamere di due ditte della zona registrano tutto. Immortalano una persona che fugge e l'altra che la raggiunge, la scaraventa a terra. A quel punto la ragazza non si muove più. Verrà trovato altro sangue per terra. I carabinieri trovano anche del nastro adesivo argentato, forse usato per non far gridare la vittima. A quel punto Filippo Turetta carica di peso in macchina il corpo della ragazza e due ore dopo lo abbandona, ormai inerme, tra le rocce di una zona di montagna lungo Pian delle More, a due ore di strada. Il medico legale non ha dubbi: Giulia ha cercato di difendersi. La giovane muore per emorragia, dissanguata ma Giulia ha resistito, combattuto, non si è arresa fino all'ultimo alla brutale violenza infertale da chi diceva di volerle bene, ma evidentemente mentiva anche a se stesso. 

Anche per quanto riguarda la fuga, Filippo Turetta non aveva nessuna intenzione di consegnarsi quando è stato arrestato in Germania, qualcuno lo avrebbe visto. C'è anche testimonianza di un'altra persone che lo avrebbe visto: «Abbiamo avuto Filippo Turetta a un metro e non lo sapevamo». Inizia così il racconto del testimone della fuga. Thomas Colussa,un esploratore della montagna. Il video che ha caricato sui social, in particolare su Tiktok, è stato girato a San Pietro di Cadore e racconta della mattina in cui avrebbe visto al mattino presto un'auto parcheggiata dove di solito non c'è nessuno, sopra il lago di Misurina. L'uomo ha spiegato nel video che la cosa lo aveva incuriosito ma mai avrebbe pensato che si trattasse di Turetta. Il parcheggio dista una quindicina di minuti da strada dal distributore di benzina dove ha fatto rifornimento con le banconote sporche del sangue dl Giulia, e l'avvistamento sarebbe stato lo stesso giorno. 

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